La vita a Thubai, capitale marziana del super-controllo
Foto marziano
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[...] Poiché si doveva sempre pensare alla prosperità della città, tutti quelli che non erano più in grado di farlo o semplicemente venivano visti dalle telecamere perder tempo, venivano caricati sulla navicella con tanti saluti [...].

LETTERE DA MARTE – Esiste su Marte una città dove tutti vivono felici e contenti. No, non è una favola! Si chiama Thubai ed è retta da un grande E’mir. Egli provvede a fare le leggi e a farle rispettare. Dà lavoro a chiunque voglia farlo nella sua città per farla sviluppare. L’attività principale è quella di costruire Krathai’l (abitazioni verticali), a cui si aggiungono tutti i servizi connessi, dai trasporti, ai negozi, al cibo alla produzione di energia, agli oggetti per vivere etc.

Chi non rispetta la legge dell’E’mir viene privato dei suoi averi in Bhankar (banca), delle proprietà immobiliari, vestiti e ogni altra cosa. Non viene messo in prigione, perché costerebbe troppo, ma caricato sulla prima navicella spaziale e rimandato al suo pianeta. L’E’mir possiede una delle flotte galattiche più grandi e veloci che si siano mai viste! L’unico modo per entrare in città è passare per i posti di controllo, dove c’è il riconoscimento facciale. Tutto intorno alla città c’è uno dei più grandi deserti di Marte, impossibile da attraversare.

Il riconoscimento facciale è talmente efficace che è impossibile rientrare a Thubai se ti hanno cacciato. Gli abitanti della città di Thubai non hanno vacanze, medici, pensioni, medicine e analisi mediche pagate. Tutto ciò che guadagnano è tassato pochissimo così il restante rimane per vivere bene, anche se molti vivono in 10 in una stanza di 80 metri quadri, per via del caro affitti. Se per caso ti dimentichi il cellulare su una panchina, stai tranquillo che lo ritrovi lì. Nessuno si azzarderebbe mai a rubarlo, perché di certo le migliaia di telecamere ti avrebbero registrato e con il controllo facciale saresti subito riconosciuto e rispedito a casa.

Le donne così possono uscire libere per le strade senza che alcuno le importuni. Si lavora sodo a Thubai, ma almeno si guadagna per vivere e mandare qualche soldo a casa. L’unico vero problema che bisogna sopportare in città è il traffico. Ma, quale grande città nella Galassia non lo ha?

Se chiedi a un suo abitante se sia giusto tutto questo controllo, lui risponde sempre sì. D’altronde, dice, se non ho niente da nascondere perché dovrei aver paura a essere controllato. Un giorno però è accaduto che il grande E’mir, ha deciso che non fosse più lecito parlare male di lui e della sua splendida città. Ha scritto subito una legge che imponeva a tutti di essere felici! Chi si arrabbiava per il traffico veniva subito individuato, tramite il controllo labiale delle telecamere, e rispedito a casa. Giusto! Non aveva rispettato la legge.

Ma ci sono stati anche altri casi famosi. Come di quelli che si lamentavano del lavoro troppo duro, delle poche pause e del cibo, che non era più quello di una volta. Stessa sorte! Giusto! Per non dire di quelli che si lamentavano dei vicini!! Entrambi rispediti a casa loro! Insomma, la legge è ben rispettata e la Felicità risplende nella bella Thubai. Oddio, c’è stato in verità anche un altro episodio. Fu quando il grande E’mir, decise di fare un’altra legge. Poiché si doveva sempre pensare alla prosperità della città, tutti quelli che non erano più in grado di farlo o semplicemente venivano visti dalle telecamere perder tempo, venivano caricati sulla navicella con tanti saluti.

Tutti trovarono giusta questa misura. A Thubai si andava per lavorare mica a perder tempo! E tutto questo grazie alle migliaia di telecamere!!
Cari concittadini, vi piacerebbe vivere a Thubai?

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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