La Befana 115 scende su piazza della Rocca. In migliaia all'evento dei Vigili del Fuoco
Foto Befana 115 2025 Viterbo
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VITERBO - Un doppio passaggio: Palazzo Grandori-Rocca Albornoz e Rocca - Piazza; ha tenuto con il naso all'insù qualche migliaio di persone. 

 

[ngg src=”galleries” ids=”637″ display=”basic_slideshow”]VITERBO – Be-fa-na, Be-fa-na. Alle 18, orario stabilito per l’atterraggio viterbese della dolce vecchietta, bambini più o meno cresciuti hanno iniziato a incoraggiare la discesa. Un doppio passaggio: Palazzo Grandori-Rocca Albornoz e Rocca – Piazza; ha tenuto con il naso all’insù qualche migliaio di persone. 

Esecuzione impeccabile quella curata dai Vigili del Fuoco, che hanno regalato una nuova emozione (oltre a tantissime calze piene di caramelle) ai viterbesi e anche a turisti e a chi è voluto arrivare dalla provincia. Un palco, capitanato da Laura Leo (una numero uno), caldo dalle 15.30 ha tenuto alta la festa fino alle ore 20. A salutare i presenti, subito dopo la discesa della Befana, la sindaca Chiara Frontini che ha voluto ringraziare tutti quelli che si sono dati da fare per dare alla città un Natale pieno di iniziative e momenti d’incontro. 

La Befana 115 è scesa, per la prima volta nella sua lunga  e fortunata storia, su piazza della Rocca. Tutte le edizioni precedenti l’hanno vista scendere dalla torre civica di piazza del Comune mentre lo scorso anno la signora così amata da tutte le generazioni era scesa, a piedi, dagli Almadiani. Una variazione di location piuttosto fortunata e interessante perché ha permesso di portare i festeggiamenti natalizi con un evento clou in una parte  della città solitamente un po’ a margine. 

Stregati i più piccoli che hanno assistito all’evento e che durante l’attesa più volte sono stati raggiunti da aiutanti della Befana in bicicletta che hanno regalato caramelle. 

 

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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