Kahled, scappato da Gaza e accolto a Viterbo. In quell'inferno ha perso due figli, la sua casa è polvere

Domenica scorsa era in piazza, alla manifestazione sotto Palazzo dei Priori che ha voluto lanciare un messaggio chiaro: stop al genocidio.
VITERBO – A fuggire dall’inferno di Gaza c’è anche Kahled, un uomo palestinese che è stato accolto nel capoluogo della Tuscia con la sua famiglia. Domenica scorsa era in piazza, alla manifestazione sotto Palazzo dei Priori che ha voluto lanciare un messaggio chiaro: stop al genocidio.
Kahled è arrivato da pochi giorni con la sua famiglia a Viterbo. All’incontro pubblico ha voluto prendere la parola e ha dichiarato: “Sono evacuato da Gaza, nel genocidio ho perso due figli e la nostra casa è stata totalmente distrutta. Ringrazio la solidarietà e la vicinanza che la città di Viterbo ha espresso con questa iniziativa per la Palestina”.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.


















