Intervista alla “talpa” di Santa Lucia: “In corso una polemica politica strumentale che non fa bene al quartiere”
la talpa
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Intervista esclusiva al/alla residente critico/a nei confronti dell’operato del comitato di quartiere.

VITERBO – Il 28 luglio si è svolto l’incontro pubblico tra gli assessori Aronne e Giliberto e il Comitato di quartiere. Il 29 abbiamo pubblicato un articolo che ha generato reazioni scomposte. Oggi pubblichiamo in esclusiva l’intervista alla cosiddetta “talpa” di Santa Lucia che, per motivi di sicurezza, dato il brutto clima che si respira nel quartiere, ci ha chiesto di rimanere anonima.

Buongiorno signora talpa. Lei era presente all’ incontro pubblico del 28 luglio?

“Sì, ero presente. Anche se a un certo punto me ne sono andata perché non mi è piaciuto lo spettacolo al quale ho assistito”.

Ci spieghi meglio. Come si sono svolti i fatti?

“Alle ore 18 di lunedì 28 luglio, sotto i portici di Largo San Bernardino da Siena, si è tenuto un incontro pubblico tra i residenti del quartiere di Santa Lucia e l’amministrazione comunale rappresentata dagli assessori Aronne e Giliberto. I suddetti assessori hanno illustrato nel dettaglio il progetto che riguarda l’ex asilo “Pinocchio” con tanto di render grafici, sgombrando il campo dal timore che in quella struttura possa venire un centro di accoglienza. Il progetto “Stazione di posta” prevede due locali per un totale di cento metri quadrati in cui verranno degli uffici amministrativi e uno spazio di supporto psicologico.

Pertanto, sia per la scarsa metratura, sia per l’assenza di bagni (se non quelli di servizio) e di docce, sia perché il progetto finanziato dal Pnrr non lo prevede, è esclusa ogni possibilità che venga strutturato un dormitorio nel quartiere. Sinceramente all’inizio della riunione anche io ero un po’ preoccupata dalle voci che si rincorrevano. Ma le spiegazioni tecniche degli assessori hanno sgombrato il campo da qualsiasi equivoco o timore. Anzi, le dirò di più. Sul finale della riunione l’assessore Aronne ci ha anche fatto una bella apertura…”.

Quale? Si spieghi meglio.

“Quella che, una volta terminato il vincolo sulla struttura dettato dal progetto, l’immobile possa essere restituito alla comunità di Santa Lucia con una finalità d’uso gradita ai residenti, ad esempio un centro per gli anziani del quartiere”.

Dunque?

“Dunque la “partita” era bella che chiusa. Il Comune riqualifica ex novo quell’immobile, lo tiene come “stazione di posta” per il tempo tecnico del progetto e lo restituisce alla comunità. Unico compito del comitato di quartiere dovrebbe essere quello di vigilare e fare pressing sull’amministrazione comunale per ottenere una delibera di indirizzo che vincoli la destinazione d’uso futura dell’immobile una volta terminato il progetto (centro anziani? ludoteca? ecc.) nell’interesse del quartiere e dei suoi abitanti, collaborando con l’attuale amministrazione”.

E invece cosa è successo? Perché ha abbandonato la riunione?

“Beh, innanzitutto diciamo che quando sono arrivata ho subito notato che erano presenti dei consiglieri comunali di minoranza, molto probabilmente chiamati da qualcuno del comitato di quartiere. E già questa cosa mi ha indispettito non poco perché, stando a quanto dichiarato nei volantini con i quali hanno tappezzato il quartiere, si doveva trattare di un momento di confronto diretto tra i residenti e gli assessori. Quindi la presenza dei consiglieri di minoranza mi è parsa da subito un tentativo di politicizzare l’incontro.

Inoltre ho notato anche la presenza di alcuni personaggi, molto attivi sui social e molto critici nei confronti dell’attuale amministrazione, che non sono residenti a Santa Lucia. Pertanto non capisco la loro presenza a un incontro molto delicato come quello di lunedì… Se non quello di soffiare sul fuoco”.

Com’era il clima con cui si è svolta l’incontro? Alcune testate cittadine parlano di un clima molto teso.

“Molto teso. La sensazione che ho avuto è stata quella che chi ha organizzato l’incontro non fosse interessato tanto alle spiegazioni e alle rassicurazioni degli assessori ma ad aizzare gli animi contro  l’amministrazione e attivare un “processetto sommario” sul posto con il coinvolgimento dei consiglieri comunali di minoranza”.

Questo, se vero, sarebbe molto grave…

“Le dirò di più. Gli assessori appena arrivati hanno preso la parola e in venti minuti hanno spiegato, con tanto di render progettuali alla mano, la destinazione d’uso degli immobili. Quindi nessun dormitorio, nessuna mensa, né docce, né immigrati che bivaccano. Per me l’incontro poteva anche terminare lì”.

E invece?

“E invece si è andati avanti per più di un’ora e mezza. Come se le parole degli assessori che avevano appena finito di esporre il progetto non avessero alcun valore. Urla, improperi, richieste di non riqualificare l’asilo “Pinocchio” e di lasciarlo marcire così com’è… insomma una cosa folle. Allora il dubbio sorge spontaneo…”.

Ossia?

“Ossia che o qualcuno non sia in possesso delle facoltà cognitive minime per comprendere un discorso di senso compiuto (e questo è possibile visti gli attuali dati nazionali sull’analfabetismo funzionale e di ritorno) oppure, e questo sarebbe molto grave, che da parte di qualcuno non ci sia la volontà di avere tutte le legittime informazioni e rassicurazioni del caso, ma quella di creare una polemica politica strumentale per attaccare l’attuale amministrazione. Tant’ è che quando gli assessori hanno sgombrato il campo dal potenziale pericolo dell’invasione di immigrati e/o soggetti borderline la polemica si è spostata sui costi del progetto”.

Ci faccia capire meglio.

“Qualcuno si è preso la briga di andare a vedere i costi del progetto per poi montare una seconda polemica sui costi eccessivamente elevati della realizzazione dell’opera… che a questa amministrazione non interessa delle persone fragili e bisognose ma solo di “buttare” i soldi ecc”.

Secondo lei è così?

“Guardi io non faccio né il progettista europeo, né il finanziere, né il magistrato ed eventuali tematiche, qualora si abbiano le competenze per trattarle, si trattano nelle sedi opportune. Non certo quella di un comitato di quartiere. Secondo me chi voleva polemizzare, quando gli è venuto meno il cavallo di “ci riempiono il quartiere di negri”, ha iniziato a cavalcare un altro cavallo “questi sono solo boni a spende” facendo finta, ancora una volta, di non capire che questa amministrazione i fondi per fare il progetto se li è andata a cercare e li ha portati sul territorio. Ci sarebbe da essere contenti… non da polemizzare”.

Senta Signora Talpa, qual è secondo lei il sentimento diffuso ad oggi nel quartiere Santa Lucia?

“Mah, guardi, è difficile dirlo. Le posso fornire quella che è una mia sensazione…”.

Ce la dica. 

“C’è una maggioranza silenziosa che si sente più che rassicurata dalle spiegazioni fornite dagli assessori. Ma a qualcuno, dieci, forse quindici persone, probabilmente fa più comodo far finta di non capire e continuare a fare gazzarra sui giornali”.

E qual è il senso di tutto questo?

“Forse qualcuno desidera, strumentalmente, continuare la “guerra a oltranza” nonostante ormai sia stato smontato l’oggetto del contendere. Ma questa è solo una mia opinione personale. Dispiace molto che un comitato che era nato per la salvaguardia del quartiere sia stato così male utilizzato”.

Ad oggi qual è il suo stato d’animo?

“Sollevato, ma al tempo stesso molto preoccupato”.

Ma questo è un ossimorico… Ci faccia capire…

“Sollevato perché ho capito che a Santa Lucia non verrà realizzato alcun centro di accoglienza. Preoccupato per il clima che si sta generando intorno a chi non condivide certe posizioni. Minacce di querele. Divieti a parlare con giornali come il vostro che rappresentano una posizione diversa. Minacce più o meno velate e inviti a uscire dalla chat del comitato… Sto valutando se rivolgermi alla Digos perché, abitando nel quartiere, non mi sento tranquillo”.

Le faccio ancora una domanda. Se se la sente di rispondere. Ma in questa “famosa” chat del comitato che succede? Ci sono politici che intervengono?

“Guardi. Per il motivo sopra menzionato non me la sento di rispondere. Però sì, residenti nel quartiere ma anche politici. Qualcuno è anche stato tra i banchi del consiglio comunale”.

Grazie signora Talpa. Ci ha fornito uno spaccato molto interessante di quello che sta accadendo. Vuole fare un’ultima considerazione o riflessione prima che ci salutiamo?

“Grazie a voi. Spero che questa intervista serva a dare voce a tutti quei residenti che ripongono fiducia nell’amministrazione e non vogliono guerre, ma solo sano rispetto e collaborazione istituzionale. Infine le posso dire che sono molto amareggiato. Ho iniziato a dedicarmi alle attività di questo comitato per paura degli immigrati e mi ritrovo ad aver paura delle “brave persone” del quartiere perché mi stanno cercando. Tutto questo è molto, molto triste”.

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