EDITORIALE – Domenica 2 marzo (ore 21.30) in diretta sui canali social de La Fune e di Tuscia in Fiore il professore Andrea Zingoni di Unitus e lo psicologo Stefano Scatena parleranno di intelligenza artificiale. Un momento di incontro e confronto interessante su un tema inevitabilmente rivoluzionario.
L’intelligenza artificiale è uno spartiacque nella vita umana, così come altre tecnologie lo sono sempre state ma sicuramente l’impatto che andrà a determinare sarà più rapido e di maggiore portata perché parliamo di uno strumento che può diventare potentissimo. Pensando a questa serata del 2 marzo, che vogliamo proporre ai cittadini viterbesi, ci siamo chiesti: che tipo di invenzione è l’AI?
L’immagine che ci è venuta in mente è quella di Prometeo che, a un certo punto della mitologia, rubò il fuoco agli dei. Ecco, pensate al fuoco. Quanto ha cambiato la vita degli uomini? In maniera profondissima. Gli ha permesso di scaldarsi, di mangiare cibi cotti, di tenere lontane le bestie feroci, di illuminare le grotte. Il fuoco è stato uno spartiacque nella storia umana e ha prodotto un uomo diverso da quello che c’era prima, neanche più paragonabile. Ecco il “medium” fuoco diventa il messaggio, per dirla con McLuhan.
Che cosa è questa intelligenza artificiale se non un nuovo fuoco con cui l’umanità deve fare i conti? Avrà effetti negativi? Se bene ci pensiamo il fuoco nella storia è servito per radere al suolo città, per bruciare al rogo pensatori illustri e maestri di libertà e oggi ci accorgiamo che pezzi di California vanno a fuoco.
Andando sempre a cercare nella mente e nella memoria elementi per affrontare la navigazione in questo mare complesso ci viene incontro un legno, ne sarebbe stato contento Popper, che è quello dell’enciclica Miranda Prorsus. La data è del 1957 e nel 1954 l’Italia aveva iniziato ad accendere la televisione. Il Papa di allora Pio XII risponde e si risponde a una domanda che valeva per i “mass-media”: servono alla diffusione del bene o alla diffusione del male? La risposta fa scuola e ci torna utile anche oggi: “né l’uno né l’altro. Sono strumenti e tutto dipende da come li usi”.
Una differenza però è evidente. I mass media in qualche modo erano strumenti passivi, di implementazione sì delle capacità umane ma non così dirompenti come può essere l’intelligenza artificiale. In molti coltivano la paura di perdere il lavoro a causa dell’intelligenza artificiale. Difficilmente accadrà ma sarà probabile che uomini perderanno il posto nella competizione sul mercato venendo preferito chi l’Ai sa utilizzarla. Saperne il più possibile è quindi un’opportunità, ignorarla un errore. Di che tipo? Provate a immaginare la fine di alcuni uomini che si sono rifiutati di imparare a gestire il fuoco. Non ne avete mai sentito parlare? Ci sarà un motivo.






















