
VITERBO – Era al servizio della famiglia Farnese e sognava un incontro con Frate Annio. Questa è la storia di Samuel Ben Nissim Abul Farag, di Guglielmo Raimondo Moncada, di Flavio Mitridate. Non si tratta di tre persone ma di un solo individuo.
Ed è il protagonista di ‘Inseguendo un’ombra’, romanzo di Andrea Camilleri scritto prima dei successi di Montalbano.
Flavio Mitridate, controverso umanista del Cinquecento, nella storia di Camilleri viene a vivere la fine dei suoi giorni da uomo libero a Viterbo. Esattamente nella Viterbo del 1493.
Tra vari avvisi di pericolosità e d’orrore, il protagonista del romanzo sprigiona intelligenza perversa, crudeltà e spietatezza. Un omaggio che un grande scrittore ha voluto rendere alla storia del capoluogo della Tuscia e un qualcosa che potrebbe essere messo a frutto, trovando la giusta chiave narrativa, anche in senso turistico.


















