
VITERBO – La Regione Lazio, in ottemperanza di quanto stabilito nella legge Galli, può legittimamente operare il commissariamento del comuni che si rifiutano di confluire in Talete.
A stabilirlo è stato il Consiglio di Stato, esprimendosi sull’appello presentato da Regione Lazio contro la sentenza con cui il Tar del Lazio aveva annullato la delibera di giunta con cui la Regione intendeva operare il trasferimento del servizio idrico al gestore unico Ato1 e il successivo decreto di nomina, firmato dal presidente Zingaretti, di un commissario ad acta.
Un provvedimento per 8 comuni dei 30 ancora fuori Talete. Si tratta di Monte Romano, Bagnoregio, Fabrica di Roma, Farnese, Grotte di Castro, Proceno, Ronciglione e Villa San Giovanni in Tuscia.
Al momento il Consiglio di Stato si è pronunciato solo su Monte Romano, ma tutte le altre sentenze analoghe del Tar sono destinate a seguire il medesimo destino a breve.


















