Infortuni sul lavoro, il Viterbese zona "bianca" con un indice di mortalità basso: tre casi nel 2025
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A livello nazionale, da gennaio a dicembre 2025, si sono registrate 1.093 vittime totali. Tre in più rispetto al 2024. Sono quasi 100 le lavoratrici che hanno perso la vita lo scorso anno. I giorni più luttuosi risultano essere i lunedì e i venerdì. 

VITERBO – L’indice di mortalità sul lavoro nel Viterbese, per il 2025, è del 23,6. Questo colloca la Tuscia all’80esimo posto nella graduatoria nazionale per province, in zona “bianca”. Quelle con indici maggiori si trovano in fascia rossa, arancione e gialla.

Purtroppo nella Tuscia si sono registrati nel 2025 3 casi di morti sul lavoro, il tutto su un totale di popolazione attiva (persone che lavorano) pari a 127.213 unità. I dati sono stati elaborati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering a partire dai dati ufficiali INAIL.

A livello nazionale, da gennaio a dicembre 2025, si sono registrate 1.093 vittime totali. Tre in più rispetto al 2024. Sono quasi 100 le lavoratrici che hanno perso la vita lo scorso anno. I giorni più luttuosi risultano essere i lunedì e i venerdì.

Dei 1.093 infortuni mortali totali 798 in occasione di lavoro e 295 in itinere. Lombardia, Veneto, Campania, Sicilia, Emilia-Romagna, Piemonte e Lazio sono le regioni con il maggior numero di vittime totali. Il settore più colpito è sempre quello delle Costruzioni. Aumentano anche le denunce di infortunio.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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