Inchiesta sul Patrimonio comunale, possibile buco da 400mila euro. L'amministrazione Frontini ha scoperchiato il vaso di Pandora
Piazza del Comune
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EDITORIALI - Difficilmente l'inchiesta in corso potrà avere ripercussioni sull'attuale amministrazione.

EDITORIALI – Il vaso di Pandora del Patrimonio del Comune di Viterbo è scoperchiato. Già a novembre scorso La Fune, intuendo il potenziale dell’azione portata avanti dal consigliere comunale Marco Bruzziches, aveva cercato di attenzionare la situazione. Lo stesso consigliere, incontrato da noi in sala Regia a lato di un consiglio comunale, per dare supporto giornalistico alla sua attività di indiscutibile interesse per l’opinione pubblica e valore per una gestione trasparente della cosa pubblica, ci aveva invitato a parlarne con l’assessore delegato al Patrimonio di allora Elena Angiani. 

Bruzziches infatti preferì non parlarne con noi, probabilmente perché in una fase di prossima rotta di collisione con la maggioranza. Da lì a poco, a dicembre, l’uscita dello stesso dalla maggioranza. Le indiscrezioni che ci erano arrivate raccontavano di un possibile buco nelle casse comunali, per mancata riscossione di affitti dovuti da inquilini di appartamenti comunali e da negozianti in locazione presso spazi commerciali sempre di proprietà del Comune, della bellezza di circa 400mila euro. Altre indiscrezioni parlavano di un vero e proprio “macello” nelle carte presenti presso gli uffici con mancanza addirittura dei contratti e di riscontri sul pagamento mensile di alcuni affitti. 

Un fatto ci fu subito evidente: il cambio di amministrazione stava portando con sé un cambio di atteggiamento sulla vicenda. Sapevamo dell’operato e dell’impegno del consigliere Bruzziches per fare luce su un tema tanto delicato quanto spinoso e di una certa resistenza riscontrata in seno alla stessa maggioranza. Una resistenza che non ci suonò benissimo ma che inquadrammo meglio parlando con l’assessore Angiani che ci tenne a precisare “non siamo sceriffi e non intendiamo giocare questo ruolo”. Sempre Angiani ci aveva raccontato di “una situazione un po’ fumosa” e della decisione della maggioranza di “scattare una fotografia esatta e aprire dei ragionamenti là dove fossero emerse cose non a posto”. 

Comprendemmo, o almeno ci sembrò di comprendere, dell’esistenza di due visioni all’interno della maggioranza: una rappresentata dal consigliere Bruzziches che voleva mettere fine rapidamente a decenni di “abusi” e l’altra dell’assessore (crediamo condivisa dalla maggioranza) di perseguire l’identico scopo ma facendo i dovuti accertamenti e seguendo precise procedure. Quello che ci apparve chiara fu l’intenzione di mettere un punto a una situazione irregolare riscontrata. In buona sostanza nell’approccio al tema con gli uomini della maggioranza Frontini abbiamo capito che si volesse stroncare un fenomeno di affitti non pagati da anni. 

Nei nostri articoli di quei giorni caldeggiammo l’attenzione della Procura e della magistratura contabile, perché a lume di naso quanto si può ipotizzare è l’esistenza di un danno erariale, dovuto a una non corretta amministrazione del patrimonio. 

La vicenda Bruzziches ha poi acceso l’attenzione mediatica sull’ammanco per mancato incasso di affitti, suscitando un certo clamore. Probabilmente questo ha spinto la Corte dei Conti ad aprire le indagini, affidate alla Guardia di Finanza. A marzo una serie di persone sarebbero state ascoltate negli uffici di via Cardarelli e la scorsa settimana le Fiamme Gialle sono andate in Comune per acquisire documentazione utile alle verifiche. 

Ad accendere l’attenzione è stato quindi Bruzziches ma all’interno di un’azione condivisa dalla maggioranza e portata avanti dall’amministrazione Frontini per cercare di mettere uno stop a quanto sarebbe accaduto per decenni. Tanto che Angiani già a novembre 2023, a un anno e qualche mese dall’inizio dell’era Frontini, ci aveva informato di due linee d’azione: una sugli appartamenti e l’altra sui negozi. 

Per verificare la situazione appartamenti “è stata incaricata – dice Angiani nel novembre 2023 – una società esterna, come previsto dalla normativa vigente in materia, per stilare un report su tutte le proprietà comunali dove vivono famiglie o singoli”. “La questione – aveva continuato l’assessore – è che potrebbe esserci qualcuno che non ha più i requisiti necessari a mantenere l’appartamento o addirittura potrebbe verificarsi che la persona a cui il Comune aveva dato una casa sia morta e ora questo bene sia magari anche tenuto libero ma non riconsegnato dai figli. Poi potrebbero esserci affitti non in linea con i prezzi odierni e contratti scaduti”. 

Sui negozi di proprietà comunale, una trentina e tutti nel centro storico, stanno già lavorando i dipendenti (sempre a novembre 2023 ndr) degli uffici comunali del Patrimonio ed erano state inviate delle lettere dove si davano venti giorni di tempo ai commercianti in affitto per presentare le ricevute di pagamento degli ultimi cinque anni. Su questo l’assessore aveva usato le seguenti parole: “Da lì partiremo, senza traumi, per una serie di ragionamenti specifici. Nel caso di persone indietro con gli affitti, magari di cifre importanti, siamo pronti a sviluppare un piano di rientro. Nel caso di affitti non in linea con gli attuali prezzi di mercato sarà necessario effettuare un adeguamento e dove troveremo contratti scaduti dovranno essere rinnovati”.

Quindi quello che emerge è che con il cambio di amministrazione sia stato letteralmente scoperchiato un vaso di Pandora e che l’attuale amministrazione abbia impostato e messo in essere un lavoro volto a cambiare le cose. Un lavoro di cui abbiamo trovato riscontro anche sull’Albo Pretorio del Comune dove sono presenti due delibere (la 218 del 5 luglio 2024 e la 170 del 24 maggio 2024) con cui la giunta affida all’avvocato Lorenzo Lepri l’incarico professionale di mettere in atto una serie di azioni nei confronti di inquilini morosi che avevano in locazione immobili di proprietà comunale (di cui parliamo in un altro articolo).

Difficilmente l’inchiesta in corso quindi potrà avere ripercussioni sull’attuale amministrazione mentre rischiano di finire coinvolte figure delle passate amministrazioni, alcune delle quali siedono oggi tra i banchi delle minoranze. 

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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