
VITERBO – La Procura sta portando avanti con grande impegno e intensità le indagini sull’incendio che ha distrutto il complesso B della Facoltà di Agraria e ha colpito al cuore la città. La lente d’ingrandimento sarebbe puntata su tutto il sistema dell’antincendio in senso largo: impianti a norma e disposizioni applicate o meno .
Se una cosa è chiara: il piano di evacuazione dell’edificio ha funzionato alla perfezione (infatti non ci sono state vittime né feriti); qualcosa da approfondire sul sistema e il rispetto delle norme anticendio c’è. Le fiamme si sono propagate a una velocità incredibile, fatto che merita di essere attenzionato.
Poi ci sarebbe stata la questione dell’acqua. I vigili del fuoco si sarebbero trovati in difficoltà proprio sull’acqua, tanto che è intervenuto l’esercito con le proprie autobotti. I manicotti dell’antincendio hanno funzionato nella maniera corretta? Le vasche dell’antincendio sono state utilizzate come si sarebbe dovuto fare? Sono queste le domande di buon senso che in molti si fanno e che interessano anche gli inquirenti. Le indagini sono state affidate al pubblico ministero Massimiliano Siddi, che si sta avvalendo della squadra mobile della polizia.
Intanto in questi giorni hanno sfilato in questura – visto che il tribunale è rimasto chiuso per ragioni di sicurezza e tutela della salute vista la vicinanza con i luoghi dell’incendio – decine di testimoni di quanto accaduto. Dagli operai al lavoro sul tetto passando per i professori presenti all’interno dello stabile al momento dell’accaduto.


















