In memoria di Antonio Tavani e delle Tre giornate di Viterbo
Antonio-Tavani
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Come ogni anno per ricordare Antonio Tavani e i fatti di quei giorni a Viterbo in programma la commemorazione presso il Cimitero con gli omaggi e le letture a cura della Banda del Racconto.

Viterbo ricorda le Tre giornate di Viterbo e la morte di Antonio Tavani avvenuta nel luglio di 96 anni fa. In agenda c’è oggi l’appuntamento alle ore 9:30 presso l’ingresso principale del Cimitero di San Lazzaro di Viterbo con il ricordo e le letture studiate per ricordare i fatti dell’epoca organizzata dal “Comitato celebrazioni Antonio Tavani e fatti del 1921”. All’iniziativa ha partecipato anche l’Anpi Viterbo.

Si trattava dei mesi durante i quali il Fascismo si stava trasformando in un vero e proprio partito, e la violenza cresceva a vista d’occhio. Così era anche a Viterbo, che non era sicuramente immune dalla propaganda delle camicie nere, alle quali però molti viterbesi si opposero con forza. Erano quindi mesi molto caldi e le violenze all’ordine del giorno.

Proprio il 9 luglio del 1921 viene accoltellato Antonio Tavani, ardito del popolo viterbese. Gli Arditi del popolo erano un’organizzazione antifascista italiana, nata nella stessa estate del ‘21. La morte del giovane dà il via alle famose Tre giornate di Viterbo, tra il 10 e il 12 luglio. In quei giorni Viterbo riuscì a impedire l’ingresso delle bande fasciste non viterbesi dentro le mura. Una battuta d’arresto storica per un movimento che nei mesi successivi riuscì poi a prendere tutta l’Italia e a scrivere la storia che tutti conosciamo. 

Come ogni anno per ricordare Antonio Tavani e i fatti di quei giorni l’Anpi organizza la commemorazione presso il Cimitero presso con gli omaggi e le letture a cura della Banda del Racconto.

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Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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