In difesa di Saraconi, Barelli e Caffeina (?)
Bizzarri
Gli Stati Generali La Fune
Daniela Bizzarri interviene a Sbottonati su raccolta differenziata e questione rimpasto di giunta. "Non è nell'aria, ma spetta al sindaco decidere". Raffaella Saraconi? "È un buon assessore". Giacomo Barelli? "È ingenuo e un po' strano".
Daniela Bizzarri (Pd)

“Aria di rimpasto? Non credo ce ne sia bisogno, ma decide il sindaco Michelini”. Daniela Bizzarri (Pd) questa mattina a Sbottonati su Radio Verde ha dichiarato amore eterno all’amministrazione comunale difendendo gli assessori finiti sulla graticola in queste settimane. Da Raffaella Saraconi, con forza, a, con un pizzico di paternalismo, Giacomo Barelli.

“Sono passati 6 mesi dall’insediamento della giunta – ha dichiarato Daniela Bizzarri – dobbiamo mettere in pratica le cose che vogliamo fare, tra queste la più importante all’ordine del giorno è la raccolta differenziata. Sia chiaro, Raffaella Saraconi non ha colpe, è un assessore attento. L’appalto a Viterbo Ambiente – ha aggiunto la consigliera democratica – ce lo siamo ritrovato dalla scorsa amministrazione, abbiamo solamente potuto applicare il capitolato che avevano previsto. Ora però è il momento di fare delle modifiche perché è vero che la differenziata non sta funzionando bene”.

>Leggi anche: “Rifiuti, la città più pazza del mondo”

Toni molto diversi su “Giacomo” come Daniela Bizzarri chiama affettuosamente l’assessore alla cultura Barelli. “È una persona un po’ strana, è ingenuo ed è vero che ha iniziato male”. Daniela Bizzarri, sembra una madre quando critica l’operato dell’assessore più chiacchierato della grande famiglia Michelini. “La questione va stoppata, quando parla poi bisognerebbe dargli un freno” e se la ride. Ma Barelli andrebbe rimosso? “Spetta al sindaco decidere – risponde – non mi addentro in queste cose”. Poi dal nulla “comunque Caffeina è una risorsa non possiamo permetterci di perderla”. E che cosa c’entra Barelli con Caffeina?

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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