
PESCE D’APRILE – Ci perdonino i lettori per l’illusione che abbiamo voluto creare con questo nostro pesce d’aprile. Purtroppo dobbiamo dirvi, al termine del primo aprile, che non esiste alcun partito liberale che ha intenzione di “limitare” la longa manus della politica. Almeno a oggi è così. Grazie a tutti, soprattutto a chi ci ha contattato per saperne di più …
ROMA – Una lunga sequela di incontri, poi la sintesi. Dentro c’è il meglio del sistema imprenditoriale italiano, tecnici di alto profilo e anche diversi influencer di spessore. L’economia, la tecnica e la comunicazione al servizio di una nuova “creatura” politica. Ieri mattina è stato registrato il simbolo di un nuovo partito liberale italiano. Tra i fondatori anche un imprenditore viterbese. Nei prossimi giorni sarà reso noto il tutto, attraverso una conferenza stampa a Roma. Per il momento tutto è sotto traccia.
Questa nuova realtà punta a conquistare un elettorato nuovo, che non appartiene ai partiti classici. Puntano agli italiani delusi, a chi non va più alle urne da tempo e che è tornato a dire la sua al recente referendum sulla giustizia. Proprio l’esperienza dell’ultimo referendum sembra avere insegnato molto agli ideatori del nuovo partito liberale.
La visione di fondo è quella di un partito pronto a mettersi al servizio del Paese per ridurre gli spazi di manovra della politica, il più possibile. La convinzione alla base è che proprio la politica sia uno dei principali problemi. Con le sue lentezze, le storture, gli episodi corruttivi e gli scandali di cui ogni giorno, da sempre, sono pieni i giornali nazionali e locali.
Un partito politico che ha come obiettivo quello di ridurre il peso della politica. Potrebbe sembrare un paradosso ma da alcuni sondaggi commissionati dal gruppo dirigente sembrerebbero incontrare l’interesse di percentuali molto alte di italiani. Il referendum costituzionale sulla giustizia ha fatto da banco di ragionamento su molte questioni. Il sorteggio a sorte, che la riforma voleva introdurre per i magistrati togati e non (guarda caso) per i laici scelti dalla politica. O meglio i magistrati togati andavano scelti tra tutti i più di 9mila attivi in Italia mentre i membri laici del CSM a sorteggio dentro un listino confezionato dalla politica.
L’idea su cui i nuovi liberali hanno riflettuto molto è l’utilizzabilità del sorteggio. In prima battuta, questo prevede il programma con cui intendono presentarsi alle urne delle politiche, punta a introdurre il sorteggio nella decisione dei direttori generali delle varie Asl sul territorio nazionale. Non più quindi direttori generali Asl scelti dalla politica, secondo “enigmatici” criteri politici, ma tecnici preparati e qualificati estratti a sorte e quindi liberi da condizionamenti e da gratitudini di cui una Repubblica seria non sente il bisogno. Così, finalmente le Asl dovranno rispondere solo ed esclusivamente al cittadino, venendo liberate definitivamente dalla politica. Una riforma strutturale che si calcola possa avere impatti positivi sulla qualità del servizio sanitario e risparmi dell’ordine di decine di miliardi di euro.
Domani La Fune – Il Giornale dei Viterbesi pubblicherà un’intervista all’unico viterbese tra i fondatori del nuovo partito liberale.


















