Immigrazione: FdI contro il ghetto alla Fiera e Rotelli rivendica di aver portato lo Sprar a Viterbo
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L’immigrazione secondo Fratelli d’Italia è un business insostenibile “perché ci sono tanti italiani che vivono gli stessi disagi di molti di quelli che arrivano”. Ringhini ha poi fornito alcuni dati evidenziando che gran parte di chi arriva non otterrebbe il riconoscimento giuridico come rifugiato.

“L’immigrazione è un affare e crea disagio”. Poi l’attacco a chi gestisce i migranti senza averne grande esperienza. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Righini ha partecipato ieri pomeriggio all’incontro organizzato dal partito viterbese per parlare “dell’affare immigrazione”. Un affare del quale “è difficile avere informazioni a causa dei silenzi della Prefettura che impone i migranti sul territorio” e sul quale i comuni hanno pochi poteri. Certo i sindaci potrebbero chiedere conto delle scelte del Governo, cosa che a Viterbo sembra non essere stata fatta.

L’immigrazione secondo Fratelli d’Italia è un business insostenibile “perché ci sono tanti italiani che vivono gli stessi disagi di molti di quelli che arrivano”. Ringhini ha poi fornito alcuni dati evidenziando che gran parte di chi arriva non otterrebbe il riconoscimento giuridico come rifugiato.

I dati riguardanti il territorio viterbese sono però ancora blandi, con qualche centinaia di ospitati su un territorio che ha oltre 310mila residenti. A rivendicare la necessità dell’incontro al quale hanno partecipato una trentina di persone, è il consigliere comunale Luigi Buzzi. “La situazione di via Bianchi, il fatto che vengano dati in gestione persone a realtà che non hanno grande esperienza, un ex ministro come Fioroni che ospita immigrati a sua insaputa in una sua abitazione e i 50 migranti che arriveranno all’ex Fiera sono degni di attenzione. Sembra non ci sia volontà di fare chiarezza. Sembra che ci siano altri migranti in arrivano ma le notizie precise non ci sono”. In realtà in arrivo ci sono 10 migranti in più, 60, alla Fiera (lo avevamo scritto qui). Un ghetto, “una concentrazione – ancora Buzzi – lontana dalla città che non permetterà integrazione”. “Ci hanno dati dei razzisti – ha concluso Mauro Rotelli – ma ricordo che ho introdotto io a Viterbo lo Sprar con l’Arci, quando ero assessore con Gabbianelli sindaco. Ora però si vogliono creare posti di lavoro con l’immigrazione”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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