Sessanta migranti in "moduli abitativi": la Prefettura prepara un "ghetto"
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Sarebbe un altro colpo all’accoglienza virtuosa e alla necessità di tutelare la dignità dei migranti e la convivenza civile.

Sessanta migranti in container/moduli abitativi: ecco il ghetto di Viterbo. La Prefettura lo scorso agosto ha aperto una sorta di manifestazione di interesse per affidare l’accoglienza a un massimo di sessanta persone richiedenti protezione internazionale, in moduli abitativi. Insomma container, o casette mobili, lontani dalla città: insomma un ghetto. Stante l’emergenza la rappresentanza del Governo sul territorio ha deciso di avviare questa procedura negoziata mettendo a disposizione le strutture.

Dopo l’assegnazione in emergenza di 40 tra donne e bambini in via Bianchi, accolti tutti insieme contro la logica dell’accoglienza diffusa ed efficiente, la Prefettura dunque va avanti e dovrebbe assegnare a breve, se non lo ha già fatto, il servizio presso queste strutture. Strutture che sarebbero realizzate dalla stessa stazione appaltante per un Centro temporaneo di accoglienza vero e proprio. Chi vincerà l’assegnazione, senza bando, dovrà garantire anche la guardiania h.24. Un altro colpo all’accoglienza virtuosa e alla necessità di tutelare la dignità dei migranti e la convivenza civile.

La manifestazione di interesse in teoria sarebbe già scaduta, in quanto lo spazio temporale da occupare era quello incluso tra il 15 settembre e il 31 dicembre 2016. La zona in questione non è ancora ufficiale, ma sembra possa essere intorno all’ex Fiera sulla Cassia Nord.

Della vicenda se ne è accennato durante il Consiglio comunale di oggi e nell’incontro dei genitori degli studenti che frequentano la scuola di via Bianchi.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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