Il Vincenzo Rossi torna ad avere vita autonoma rispetto al Rocchi
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VITERBO - L'impianto di calcio del Pilastro Vincenzo Rossi "svincolato" dalle pertinenze dello Stadio Rocchi. Lo ha deciso la giunta con delibera del 15 febbraio scorso.

VITERBO – L’impianto di calcio del Pilastro Vincenzo Rossi “svincolato” dalle pertinenze dello Stadio Rocchi. Lo ha deciso la giunta con delibera del 15 febbraio scorso.

La struttura era stata “accorpata” al Rocchi in seguito alla convenzione stipulata tra il Comune e la A.S. Viterbese Castrense in data 8 agosto del 2018, scaduta il 31 agosto 2023. 

La giunta Frontini preso atto che sono “venute meno le condizioni che hanno reso necessario disciplinare le modalità di gestione dell’impianto “Vincenzo Rossi”, come pertinenza dello Stadio “”Rocchi” ha espresso la volontà dell’Amministrazione di slegare la pertinenzialità eccezionale e provvisoria istituita con gli atti precedenti tra l’impianto sportivo di calcio “Vincenzo Rossi” e lo stadio “E. Rocchi”.

Quindi il Rossi torna ad avere vita autonoma. La delibera di giunta dà mandato al Dirigente del Settore VII di procedere con gli adempimenti atti a consentire l’utilizzo dell’impianto sportivo di calcio “Vincenzo Rossi”, fino a tutto il 30 giugno 2023 e dà mandato al Dirigente del Settore II per i successivi adempimenti, atti all’aggiornamento catastale degli immobili presenti presso l’impianto sportivo.

Palazzo dei Priori dovrà quindi provvedere al recupero dello stato di degrado e rovina in cui è precipitata in questi mesi l’impianto. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

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