Il trasformismo, le formiche e la lezione di Civita Castellana: Viterbo 2027 è già un gioco di specchi
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Dalle notizie in nostro possesso, nella sede del PD di via Cardarelli avrebbero già attivato il ciclostile. Si preparano, forse, a stampare i santini di Danilo Corazza, il neo sindaco dem di Civita Castellana. Lì, la spaccatura delle destre ha fatto la differenza. Erano in tre: Parroccini, Giampieri e Corazza. Quest’ultimo non ha dovuto fare altro che sedersi sulla sponda del fiume e lasciare che gli altri due si scannassero tra loro.

EDITORIALE – Tutti parlano di lei. E di chi volete che si parli, se non di Chiara Frontini? La sindaca, alla fine, ha fatto il suo. Si è seduta a un tavolo di piazza della Rocca, proprio lì, vicino ad Alessandro Romoli, il portavessillo di Forza Italia in Tuscia. Poi è arrivato Maurizio Gasparri, poi Francesco Battistoni. Insomma, si è celebrata la grande festa del realismo politico. Morale della favola – neanche fossimo in uno scritto di Esopo – la Frontini si è risvegliata candidata sindaca non più solo del suo mondo civico, ma anche di un partito, Forza Italia. Certo, non c’è più il Cavaliere che ti alza la mano per portarti in paradiso (privilegio che, a Viterbo, è rimasto impresso solo nella memoria del trionfante PalaMalè d’altri tempi), ma bisogna ammettere che, rispetto a prima, la posizione della sindaca è, forse, decisamente più solida.

Ma attenzione ai sussulti. Certo, i “fratelli” di Giorgia sono neri di rabbia. E i leghisti di Micci? Anche loro, che sulla “decima” da mettere sul nome Frontini hanno fatto capire chiaramente di non voler proprio sentir ragioni, sono lì che fremono. Sta di fatto che la politica viterbese, in questo momento, somiglia in modo inquietante a uno di quei formicai su cui un ragazzino dispettoso decide di divertirsi buttando acqua. Risultato? Scompiglio. Le formiche iniziano a girare a caso, a compiere gesti convulsi, spesso privi di qualsiasi logica apparente.

Una notizia, però, ve la diamo noi: la partita non finirà, nella maniera più assoluta, nel modo in cui oggi ognuno di noi è portato a pensare. Da qui a un anno interverranno mille variabili, oggi del tutto incalcolabili. Anche perché, a livello nazionale, la faccenda è quanto mai complicata. Chi non pianta i broccoli – lavoro nobilissimo, per carità – ma sceglie di fare politica, dovrebbe avere una percezione quantomeno vaga della fluidità del quadro.

Eppure, dalle notizie in nostro possesso, nella sede del PD di via Cardarelli avrebbero già attivato il ciclostile. Si preparano, forse, a stampare i santini di Danilo Corazza, il neo sindaco dem di Civita Castellana. Lì, la spaccatura delle destre ha fatto la differenza. Erano in tre: Parroccini, Giampieri e Corazza. Quest’ultimo non ha dovuto fare altro che sedersi sulla sponda del fiume e lasciare che gli altri due si scannassero tra loro.

Ecco, il “modello Corazza” è la variabile che rischia di valere anche per la Viterbo del 2027. Non serve scomodare Lao Tzu, l’Arte della Guerra, Napoleone o Eisenhower. Anche in questo caso, faranno tutto da soli. E in una notte di giugno del 2027, probabilmente, ci ritroveremo tutti a riderne, davanti ai resti di questo formicaio scosso dall’acqua.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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