Covid-19, il tempo del coraggio e dell'intelligenza
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EDITORIALE - Salute ed economia sono due beni collettivi, che ognuno deve impegnarsi a difendere. Continuare a frequentare i locali, i bar, i ristoranti significa sostenere lavoratori e famiglie. Significa permettere a molti di andare avanti. 

EDITORIALI – Il Covid-19 torna a fare paura e con lui la stupidità di chi si ostina a “sermoneggiare” contro l’uso delle mascherine e soprattutto si ostina a non metterle. La mascherina deve invece diventare il nostro elemento di coraggio. L’intelligenza di indossarla deve darci la forza di continuare a vivere le nostre vite, fatto importante per non distruggere la nostra economia. 

Salute ed economia sono due beni collettivi, che ognuno deve impegnarsi a difendere. Continuare a frequentare i locali, i bar, i ristoranti significa sostenere lavoratori e famiglie. Significa permettere a molti di andare avanti. 

Rintanarsi nelle case è un rischio alto che avrebbe un costo non calcolabile ma che alla fine ci presenterebbe il conto. Rispettare le disposizioni per fare da argine al contagio e continuare a vivere è l’unica strada possibile e sensata. 

Indossare la mascherina, igienizzare spesso le mani e scaricare l’app Immuni sono alcuni dei passi importanti da seguire. Importante anche fare il vaccino per l’influenza. Sarà un inverno lungo e duro, solo il coraggio e l’intelligenza possono illuminarlo. 

 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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