Il sindaco Arena e l'assessore De Carolis ai Ceri di Gubbio
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VITERBO - Dal balcone del Comune gli ospiti viterbesi hanno ammirato la festa, che richiama alla mente quanto accade nella città dei Papi con il Trasporto della Macchina di Santa Rosa ogni 3 settembre.

GUBBIO – Il sindaco Giovanni Arena e l’assessore alla Cultura Marco De Carolis all’importante tradizione de ‘La Festa dei Ceri’. Ogni anno il 15 maggio la città umbra vive l’emozione dell’alzata e delle “birate” in Piazza Grande.  

Anche in questo 2019 è stato rinnovato il fortissimo legame della gente del posto con la sua tradizione millenaria. A mezzogiorno di ieri è andato in scena uno dei momenti più sentiti: l’alzata in Piazza Grande dei Ceri di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio con le tre “birate” intorno al pennone, solcando letteralmente le migliaia di eugubini e turisti arrivati in città. 

Dal balcone del Comune gli ospiti viterbesi hanno ammirato la festa, che richiama alla mente quanto accade nella città dei Papi con il Trasporto della Macchina di Santa Rosa ogni 3 settembre. Arena e De Carolis sono stati accolti dal sindaco Filippo Maria Stirati, che era stato in visita a Viterbo per assistere alla bellezza di Gloria e della fatica del Sodalizio dei Facchini.

“Siamo venuti a vivere qui, nel cuore dell’Umbria, una giornata straordinaria e ricambiare la visita del sindaco di Gubbio a Viterbo in occasione di Santa Rosa”, le parole del primo cittadino Arena. 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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