
VITERBO – Un silenzio che parla quello di Chiara Frontini. La leader di Viterbo2020, la trentenne che ha dimostrato che anche “un dio” (leggasi coalizione di centrodestra) può sanguinare (si ripassi la storia delle comunali 2018), non ha ancora lanciato la sua candidatura a sindaco.
Un fatto politico piuttosto singolare. Perché non sfruttare il vantaggio di potere andare dritti e iniziare con la campagna elettorale, riprendendo il ragionamento con i viterbesi da dove era stato interrotto (ballottaggio 2018)?. Stranezze che fanno pensare ci sia, ragionevolmente, dell’altro.
E questa novità potrebbe essere una prospettiva, reale e ancora in piedi, di una candidatura della Frontini come sindaco con l’appoggio di Lega, Fratelli d’Italia e Fondazione. Un passo non da poco.
A spingere in questa direzione le perplessità che un movimento civico possa farcela ad arrivare al ballottaggio e quindi l’incubo di rimanere tagliati fuori dalla partita vera. Tanto più che i contatti ci sarebbero stati.
Le perplessità però non finiscono qui. Infatti il salto dell’alleanza e della costituzione di una larga coalizione sarebbe una mossa capace di innescare movimenti tellurici dentro Viterbo2020. Che farebbero, all’interno di uno scenario di alleanza, figure chiave del movimento come Alfonso Antoniozzi? Difficilmente si può ipotizzare una sua permanenza in caso di svolta a destra.
Il silenzio racconta chiaramente una cosa: si sta pensando, vagliando, immaginando tutti gli scenari. E si attende.


















