Il silenzio di Chiara Frontini e l'idea di una coalizione con il centrodestra
Frontini
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VITERBO - Un fatto politico piuttosto singolare. Perché non sfruttare il vantaggio di potere andare dritti e iniziare con la campagna elettorale, riprendendo il ragionamento con i viterbesi da dove era stato interrotto (ballottaggio 2018)?. Stranezze che fanno pensare ci sia, ragionevolmente, dell'altro. 

VITERBO – Un silenzio che parla quello di Chiara Frontini. La leader di Viterbo2020, la trentenne che ha dimostrato che anche “un dio” (leggasi coalizione di centrodestra) può sanguinare (si ripassi la storia delle comunali 2018), non ha ancora lanciato la sua candidatura a sindaco. 

Un fatto politico piuttosto singolare. Perché non sfruttare il vantaggio di potere andare dritti e iniziare con la campagna elettorale, riprendendo il ragionamento con i viterbesi da dove era stato interrotto (ballottaggio 2018)?. Stranezze che fanno pensare ci sia, ragionevolmente, dell’altro. 

E questa novità potrebbe essere una prospettiva, reale e ancora in piedi, di una candidatura della Frontini come sindaco con l’appoggio di Lega, Fratelli d’Italia e Fondazione. Un passo non da poco. 

A spingere in questa direzione le perplessità che un movimento civico possa farcela ad arrivare al ballottaggio e quindi l’incubo di rimanere tagliati fuori dalla partita vera. Tanto più che i contatti ci sarebbero stati. 

Le perplessità però non finiscono qui. Infatti il salto dell’alleanza e della costituzione di una larga coalizione sarebbe una mossa capace di innescare movimenti tellurici dentro Viterbo2020. Che farebbero, all’interno di uno scenario di alleanza, figure chiave del movimento come Alfonso Antoniozzi? Difficilmente si può ipotizzare una sua permanenza in caso di svolta a destra. 

Il silenzio racconta chiaramente una cosa: si sta pensando, vagliando, immaginando tutti gli scenari. E si attende. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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