Il Semaforo: la Tuscia che corre, la politica che sbanda e il nuovo volto di Viterbo
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

 

ROSSO a ladri e spacciatori

Stanno rendendo la vita difficile ai cittadini. Ondate di furti sempre più consistenti e “cucchiai di cottura” abbandonati su via e parchi. Per fortuna che tutti, tra i politici, parlano a ogni giro di campagna elettorale di “sicurezza” e qualcuno anche di “tolleranza zero”. Propaganda.

 

 

 

 

 

 

 

 

GIALLO alla classe politica viterbese


Qui, nel grande circo della politica locale, non ci si capisce più niente. Assistiamo a scene degne di un teatro dell’assurdo: gente che fino a ieri si professava a sinistra, paladina del progressismo, e che oggi parla con un lessico che sembra uscito direttamente da una sezione di Colle Oppio. E che dire di chi, giurando di essere “fuori dai partiti” e lontano dalle logiche delle segreterie, ora sorride a favore di camera mentre si fonde in alleanze trasversali, trasformistiche, onnivore? Un minestrone indigesto che ha un solo risultato certo: l’incredulità dei cittadini. Le recenti elezioni provinciali sono state un vero e proprio siluro alla credibilità di molti. Meglio rallentare, o il rischio di finire fuori strada è altissimo.

 

 

 

 

 

VERDE a Barbarano Romano

Che stia vivendo i suoi “anni d’oro” non è più un segreto, ma una splendida realtà. Barbarano Romano è diventata un modello di come si possa valorizzare un patrimonio storico-artistico immenso senza trasformarlo in un parco giochi per turisti, ma in un centro di ricerca viva. La medaglia al merito va dritta al sindaco Rinaldo Marchesi: un amministratore che non si limita alla gestione dell’ordinario, ma che ha saputo dare una visione, una prospettiva, un’anima al suo governo. In questi giorni, grazie al lavoro certosino degli studenti dell’Università del Texas, il borgo ha aperto la sua seconda tomba incorrotta. Voci di corridoio dicono che ce ne siano almeno 800 ancora lì, sotto i nostri piedi, a raccontare chi eravamo. Do you know Barbarano? Se non lo conoscete, è il momento di rimediare.

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Oggi, in mezzo a questa polvere, niente è andato perduto.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Attirano ragazzi dalla provincia e spesso anche da fuori. Mercoledì 8 luglio, quando sono andato e ho fatto dei video disponibili sulla pagina Facebook di Tuscia in fiore, c’erano anche dei ragazzi di Bracciano.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
I capitani che venivano dal Viterbese non erano damerini da corte medicea; erano contadini e signorotti cresciuti a pane e sassaiole, gente abituata a calpestare la zolla prima di calzare lo stivale di cuoio.
L’Intelligenza artificiale fa grandi progressi. Ma ci crea qualche problema relazionale, non sappiamo più con chi stiamo parlando veramente. E se si riuscirà a dissimulare il grosso bottone sul fianco del robot, allora tutto sarà ancora più difficile…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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