

ROSSO all’ennesima aggressione nel carcere di Mammagialla.
Il semaforo diventa di un rosso acceso, quasi un grido di dolore, per l’ennesima, inaccettabile violenza subita da un agente della Polizia Penitenziaria all’interno di Mammagialla. È una ferita che si riapre ciclicamente, un bollettino di guerra che ci restituisce l’immagine di un sistema penitenziario al collasso, dove chi indossa la divisa finisce per diventare il bersaglio di un disagio che non trova sfogo.
A questi uomini e donne, che ogni giorno lavorano in trincea in condizioni di estrema difficoltà, va tutta la vicinanza e la solidarietà de La Fune. Non sono solo numeri in un rapporto sindacale, ma persone lasciate troppo spesso sole a gestire una bomba a orologeria. Viterbo non può girarsi dall’altra parte: la sicurezza di chi tutela la nostra legalità è la prima linea di difesa di un Paese civile.
GIALLO al mercato degli affitti che sta diventando un incubo.
Cercare casa a Viterbo oggi è diventata un’attività di alto profilo che richiede il coraggio di un esploratore e il conto in banca di un emiro del Golfo. I prezzi degli affitti corrono più di un centometrista in finale olimpica, mentre le buste paga sembrano pigre lumache in una giornata di afa.
Risultato? Per avere un tetto sulla testa bisogna ipotecare persino i buoni pasto e rinunciare alla pizza del sabato sera. La Cna suona l’allarme e noi, che siamo buoni, suggeriamo una soluzione: forse è il caso di trasformare la camera degli ospiti in un monolocale di lusso o, meglio ancora, tornare a vivere felicemente dai nonni fino ai quarant’anni. Un classico intramontabile che non passa mai di moda e tiene al sicuro il portafoglio.
VERDE alla sindaca Chiara Frontini che vola a Nancy.
La nostra sindaca ha fatto le valigie ed è sbarcata all’Urban 7, guardando i grandi della terra dritti negli occhi senza battere ciglio. Pare che a Nancy, tra una discussione sull’intelligenza artificiale e una sulla resilienza urbana, si sia perfino parlato di Viterbo come se fosse una capitale e non un paesone di provincia.
Chiara ha capito che per contare non basta restare chiusi tra le mura di casa a contare i sampietrini, bisogna masticare un po’ di diplomazia internazionale e farsi vedere ai tavoli che contano. Speriamo solo che, tornando in città, non provi a parlare in francese al primo vigile urbano che incontra, altrimenti rischiamo davvero un incidente diplomatico a Palazzo dei Priori.




















