Il Semaforo de La Fune tra tesori nel limbo, acqua in emergenza e la carica dei piccoli atleti
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

ROSSO a Palazzo dei Priori. E non guardiamo in faccia a nessuno: il rosso vale per l’amministrazione Frontini, ma anche per quelle di Arena e Michelini. Quindici anni di latitanza amministrativa. Quindici anni in cui il Museo Civico e il patrimonio artistico dei viterbesi sono rimasti orfani di una guida, senza un direttore a vegliare sui tesori della città. Ora, in attesa che la poltrona venga finalmente occupata, ci assale un dubbio legittimo: quando il nuovo direttore prenderà servizio e incrocerà l’inventario del 1956, troverà tutto? O dovremo scoprire che qualche “pezzo” – dagli specchi di Rossi Danielli al Romanelli di Santa Rosa, fino alla testa di Federico II – ha preso il volo? La cultura si tutela con gli atti, non con le promesse elettorali. E al prossimo che se ne torna con il mantra: non ci sono soldi in bilancio; si può rispondere solo con una gigantesca risata in faccia.

 

 

 

 

GIALLO sulla gestione delle analisi dell’acqua. Un vero e proprio pastrocchio, l’ennesimo. Nei giorni scorsi, mezza Viterbo si è ritrovata sotto un’ordinanza che vietava il consumo dell’acqua, tra disagi e comunicazioni che definire efficienti è un esercizio di ottimismo. Viviamo nell’era dell’Intelligenza Artificiale, ma qui il sistema di monitoraggio sembra ancora fermo a una logica che definire “intelligente” è un insulto alla tecnologia. La cittadinanza merita risposte tempestive, dati chiari e, soprattutto, una gestione che non trasformi ogni analisi in un’emergenza comunicativa.

 

 

 

 

 

VERDE per i bambini della Canevari. Una boccata di ossigeno puro allo stadio “Enrico Rocchi”. I nostri piccoli, nel loro passaggio dall’Infanzia alla Primaria, hanno conquistato il tempio del calcio viterbese con le loro Olimpiadi, trasformandolo in una palestra di vita e di gioia. Sono loro, con il tocco in testa e la voglia di imparare, i veri costruttori del futuro. Vedere questa energia positiva è l’antidoto migliore contro il grigiore burocratico e le polemiche quotidiane. La speranza, a Viterbo, ha il passo leggero dei nostri figli. Per fortuna.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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