Il Semaforo de La Fune: rosso "ai codardi", giallo "alla ciclabile della Pila" e verde "ai martani"


Tre luci diverse, tre significati profondamente diversi. Ecco quali fatti abbiamo scelto questa settimana.

SEMAFORO ROSSO per quei giovani che nel Vetrallese si sono schiantati contro un’auto medica e poi si sono dati alla fuga nei campi della Selvarella. Una vita da codardi iniziata così in giovane età …
SEMAFORO GIALLO alla ciclabile nel tratto di via della Pila. Qui la situazione è “specchietto contro specchietto”. Forse qualcuno ha sbagliato i calcoli. Con il montaggio del cordolo giallo, di fatto, sono tutti indiavolati. Tranne i romanisti
SEMAFORO VERDE ai martani che questa settimana, a forza di “Evviva Maria”, hanno rappresentato la migliore Tuscia possibile: quella delle tradizioni, della capacità e dell’unità. Evviva la Madonna del Monte.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

















