Il salto di qualità? Ora o mai più
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Siamo giunti proprio agli sgoccioli: è ora che l'amministrazione tiri fuori quelle progettualità che saranno poi sviluppate nei prossimi quattro anni, che come dimostra questo appena passato, voleranno via molto velocemente.

Terme, cultura, urbanistica. Dopo un anno di lavoro per Michelini e compagnia è giunta l’ora di «quagliare». Sono tante le critiche ricevute dalla giunta che guida il comune di Viterbo in questi dodici mesi di amministrazione. Dodici mesi nei quali la risposta della maggioranza è sempre stata la stessa: “ci vuole tempo“.

Qualche spiraglio, qualche barlume di speranza, qualche piccola inversione di tendenza sembra arrivare (ad esempio sull’urbanistica, su altri fronti però siamo in alto mare). Ma siamo giunti proprio agli sgoccioli: è ora che l’amministrazione tiri fuori quelle progettualità che saranno poi sviluppate nei prossimi quattro anni, che come dimostra questo appena passato, voleranno via molto velocemente.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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