Il ritorno dell'eroina a Viterbo: siringhe nei parchi e gente che "si buca" davanti a tutti
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Frequente trovare persone iniettarsi eroina nei parchi, soprattutto nei quartieri periferici. Oggi la problematica, che sembrava superata, sta tornando di strettissima attualità. Nei giorni scorsi ha fatto clamore il video, girato di nascosto da una cittadina, che riprende un giovane mentre si buca, in pieno giorno, nei pressi della ex chiesa delle Fortezze. 

VITERBO – Sempre più siringhe in parchi, stradine e persino nelle fontane storiche. Quello che si sta registrando nel capoluogo della Tuscia è un vero e proprio fenomeno di ritorno dell’eroina. Droga devastante che sul finire degli anni Ottanta aveva avuto una diffusione pesante in tutta Italia e anche nel capoluogo della Tuscia.

Frequente trovare persone iniettarsi eroina nei parchi, soprattutto nei quartieri periferici. Oggi la problematica, che sembrava superata, sta tornando di strettissima attualità. Nei giorni scorsi ha fatto clamore il video, girato di nascosto da una cittadina, che riprende un giovane mentre si buca, in pieno giorno, nei pressi della ex chiesa delle Fortezze. 

La questione è molto delicata. Oltre a evidenziare il problema di persone che fanno uso consistente di droghe pesanti riapre scenari di preoccupazione per chi vive la città, magari con i bambini. Questo perché sta diventando sempre più frequente rinvenire siringhe usate nei parchi e nelle aree verdi della città. 

Una situazione che evidenzia la necessità di un maggiore controllo del territorio, anche con l’utilizzo di nuove telecamere. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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