Il risveglio dell'oro verde a Graffignano: tra ingranaggi di cristallo e la favola antica che rinasce
Uno dei macchinari di ultima generazione
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Già dal prossimo 4 ottobre i cancelli si spalancheranno per la nuova stagione olearia. Le pietre di Graffignano trepidano, gli ulivi si preparano a consegnare i loro frutti, e nei calici, ancora una volta, tornerà a brillare la luce verde della Tuscia che non si arrende.

CNA – C’è nei paesi della nostra provincia un battito sordo e tenace, un rumore di radici che non vogliono morire. È il miracolo segreto della terra, quella che sa di zolla bagnata, di fatica antica e di ulivi secolari che guardano le valli come sentinelle di pietra. A Graffignano, questo battito aveva rischiato di affievolirsi, di perdersi nel vento pigro delle colline. Ma le favole vere, quelle fatte di uomini caparbi e di speranza ostinata, non finiscono mai davvero.

Sabato, alle undici in punto, in quella via Cioccolone che sembra un indirizzo strappato a una mappa dei sogni, si compirà un piccolo incantesimo. Rinasce l’Oleificio sociale cooperativo. E non si tratta di una semplice inaugurazione, ma di una resurrezione in piena regola.

Tutto è cominciato laggiù, nel lontano 1962, quando la cooperativa nacque per dare una casa alla fatica dei contadini, un luogo dove schiacciare le olive e veder colare quel liquido denso e prezioso che per la Tuscia è quasi un sangue sacro. Poi gli anni, i debiti, le ombre che a un certo punto minacciano di inghiottire ogni cosa. E invece, ecco il colpo di scena che non ti aspetti. Grazie ai denari venuti da lontano — quelli del Pnrr — e soprattutto grazie alla volontà ferrea di un gruppo di imprenditori, tecnici e sognatori, la struttura si è scrollata di dosso la polvere. «Ci siamo impegnati a risanare i debiti e a investire sul prodotto», raccontano dal consiglio di amministrazione guidato dal presidente Daniele Marconi e dal vicepresidente Fabrizio Zannini, affiancati da una squadra di soci che non ha mai smesso di crederci.

Oggi l’oleificio sembra uscito da un racconto di fantascienza contadina. Niente è rimasto come prima. Al posto dei vecchi torchi stanchi, ora c’è un congegno di meraviglia: macchinari ultramoderni firmati dalle Officine meccaniche toscane. Una macchina complessa, quasi un organismo vivente fatto di acciaio e circuiti intelligenti, capace di governare la gramolazione, la separazione centrifuga e persino il recupero del nocciolino con la precisione di un orologio svizzero. Il miracolo nel miracolo: l’oro verde non solo rinasce, ma esce già filtrato, imbottigliato ed etichettato, pronto per affrontare il mondo.

E poiché i sogni, per camminare, hanno bisogno di alleati forti, la cooperativa ha deciso di stringere la mano alla Cna di Viterbo e Civitavecchia. Una scelta di coraggio, per uscire dai confini del borgo e farsi conoscere ovunque. Attilio Lupidi, segretario dell’associazione, non nasconde l’orgoglio: «Il fatto che una struttura appena rinata abbia scelto noi ci riempie di gioia».

Il tempo delle ombre è un ricordo sbiadito. Già dal prossimo 4 ottobre i cancelli si spalancheranno per la nuova stagione olearia. Le pietre di Graffignano trepidano, gli ulivi si preparano a consegnare i loro frutti, e nei calici, ancora una volta, tornerà a brillare la luce verde della Tuscia che non si arrende.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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