Il popolo della Tuscia spazza via l'idea del Deposito Nazionale di Scorie Nucleari, un muro umano di 3mila persone scrive la storia a Vulci
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VULCI - Se qualcuno poteva immaginare di trovare un territorio molle questo non c'è stato.

[ngg src=”galleries” ids=”657″ display=”basic_slideshow”]VULCI – Bye-bye Deposito Nazionale di Scorie Nucleari nella Tuscia. Un muro umano di oltre 3mila persone ha fatto sentire la sua voce a Vulci e ha mandato un messaggio netto a Roma. Nessuna sindrome del “non nel mio giardino”, piuttosto tanta consapevolezza che fare il deposito nel Viterbese sarebbe una porcata costruita in barba alla scienza. Questo perché i 21 siti individuati da Sogin nel Viterbese non rispettano i criteri scientifici dettati da Ispra e a cui Sogin doveva attenersi. 

Quella della Tuscia è una battaglia per il territorio, per la dignità di un popolo, per la difesa della scienza e del suo valore, per la difesa dell’intelligenza e della morale. Una questione grossa quindi che ha camminato stamani nello storico parco archeologico di Vulci sulle gambe di migliaia di persone. 

Presenti tantissimi sindaci ma soprattutto una fiumana di cittadini. E i cittadini sono quello che conta. Senza cittadini non si diventa sindaci, non si diventa consiglieri regionali, non si diventa parlamentari della Repubblica. E questo del Deposito Nazionale di Scorie Nucleari è davvero uno spartiacque anche del consenso. Impossibile immaginare che in futuro chi non difenderà il territorio dall’abominio possa prendere anche un solo voto in più di quelli strettissimi dei tradizionali lacchè. 

In buona sostanza a questo giro di giostra si giocano i destini di tutti: persone normali e rappresentanti politici. L’aria che tira è pesantissima perché un macigno è la determinazione dei Comitati. Il Deposito Nucleare è per questa gente la linea del Piave, qualcosa di inaccettabile, da combattere con ogni mezzo proprio come sul Piave. 

Se qualcuno poteva immaginare di trovare un territorio molle questo non c’è stato. Questa gente non è di quella che lascia fare quando gli mandi in pezzi decenni di lavoro, quando gli mandi a picco il valore di case e terre e quando immagini di esporla a rischi elevati per la propria salute e per la salute di chi amano. Scende sulle strade polverose di uno dei territori più belli d’Italia e marcia oggi, marcerà domani e andrà avanti fino a quando non sarà chiaro il risultato che può essere solo uno. Bye-bye Deposito Nazionale di Scorie Nucleari. 

Foto Fisioterapy Center

 

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Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Per quindici anni la madre del grande Napoleone fu sepolta nella chiesa delle Monache Passioniste a Tarquinia.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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