
ROCCALVECCE – Le frazioni viterbesi di Roccalvecce e Sant’Angelo hanno un’occasione storica per rinascere. Dopo decenni di abbandono da parte della politica questo angolo di Tuscia torna a sognare grazie a un progetto che ricalca, in qualche maniera, quanto accaduto a Sellano in Umbria, dove un ponte sta sviluppando economia, posti di lavoro e ricchezza.
Tutto sembra giocare a favore di questi due borghi, le uniche scodate del destino potrebbero arrivare, ancora una volta, dalla politica. Il destino del ponte infatti non è a oggi certo. Dovrebbe esserlo sul piano tecnico, tra qualche riga vi spieghiamo perché, ma proprio quando le cose sembrano scontate rischia di attivarsi lo sgambetto del “dispettuccio”, del sabotaggio, del “creare” il caso per potere giocare la trita messa in scena dello scarico di colpe sull’avversario politico.
Come giornale abbiamo il dovere di dire che il rischio c’è, perché il ponte tibetano Roccalvecce-Sant’Angelo a oggi è sospeso sul filo Comune-Regione. Enti non allineati politicamente dove “un vaso potrebbe essere fatto cadere (può capitare) e rompersi”. Sul piano tecnico invece le cose sono tutte in ordine e la meccanica è semplice.
Il ponte rientra nei progetti finanziabili con il FESR, fondo economico di sviluppo regionale. Più precisamente dovrebbe rientrare nella seconda fase del Fesr, quella che si sblocca se il Comune riesce a mettere a terra entro il 2026 tutti i progetti della prima. E Viterbo è virtuoso in questo. A differenza, per esempio, di Latina e Rieti. In realtà risulta che appena il 27% dei comuni laziali è in linea con la realizzazione dei progetti in fase uno. Al capoluogo della Tuscia in realtà mancano Zaffera, Ponte Camillario e Casa di Alfio. Ma si tratta di questioni che, negli uffici, danno per risolte.
La seconda fase è capiente per 7 milioni di euro. I progetti su cui sembra scontata la scelta sono il Genio e appunto il ponte tibetano. Quest’ultimo dovrebbe costare di suo intorno al milione e mezzo ma poi vanno previsti altri fondi per le necessarie opere di consolidamento delle due sponde e i servizi connessi: parcheggi e bagni pubblici. Ricapitolando questo progetto da sogno è realizzabile grazie a fondi certi che solo uno sgambetto della politica potrebbe fare venire meno. Uno sgambetto che però sarebbe poco intelligente. Anche perché l’opera è destinata comunque a vedere la luce dopo le votazioni comunali del 2027.


















