Il pomeriggio delle trombe d'aria: da Orvieto a Civitella Cesi
Orvieto
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In entrambi gli scenari, l'intervento immediato di vigili del fuoco e Protezione civile ha evitato peggiori criticità. Il bollettino finale, fortunatamente, esclude feriti, ma lascia l'immagine choc di un territorio flagellato in poche ore dalla doppia furia del vento.

Due trombe d’aria in poche ore: la furia del maltempo flagella Orvieto e Civitella Cesi. Questo è il filo conduttore di una giornata di paura che, nel giro di poche ore, ha visto due distinte trombe d’aria colpire duramente prima il territorio di Orvieto e poi, scavalcando i confini regionali, la frazione viterbese di Civitella  Cesi nel Blerano.

La prima furia si è abbattuta in mattinata sulla Rupe. A Orvieto, il nubifragio accompagnato da raffiche impressionanti ha paralizzato la viabilità comunale e provinciale, trasformando le strade in torrenti e bloccando i collegamenti a causa di alberi sradicati. La violenza del vortice ha colpito anche il cimitero monumentale, dove un grosso pino è crollato su una cappella danneggiando le sepolture.

Il fronte temporalesco non si è fermato e ha spinto la sua corsa distruttiva verso la Tuscia. Nel primo pomeriggio, la seconda tromba d’aria ha colpito con violenza Civitella Cesi, frazione del comune di Blera.

Qui il vento ha agito come una scure: tetti scoperchiati, recinzioni divelte, antenne e parabole strappate via. Tegole e calcinacci sollevati dal vortice sono piombati sulle auto in sosta, mentre la strada è stata invasa dai tronchi.

In entrambi gli scenari, l’intervento immediato di vigili del fuoco e Protezione civile ha evitato peggiori criticità. Il bollettino finale, fortunatamente, esclude feriti, ma lascia l’immagine choc di un territorio flagellato in poche ore dalla doppia furia del vento.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Per quindici anni la madre del grande Napoleone fu sepolta nella chiesa delle Monache Passioniste a Tarquinia.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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