
VITERBO – La rinascita del centro storico del capoluogo ha bisogno di idee e progetti per passare dalla chiacchiera ai fatti. Tra le idee destinate a diventare concrete c’è la nascita del polo culturale di Palazzo Santoro, fulcro di un’area della cultura che punta a fare sponda con il Teatro dell’Unione e il Monastero di Santa Rosa.
Recentemente è stata archiviata la questione degli spazi che stanno passando interamente al Consorzio Biblioteche, con il recupero alla collettività cittadina anche del piano terra utilizzato per anni come sede dai Cavalieri di Malta. Il ritorno dell’intero Palazzo Santoro ai viterbesi e il lavoro del Consorzio Biblioteche per rimetterlo in utilizzo e al servizio del territorio sono un passaggio importante di un’azione che va dritta verso la riqualificazione e quindi il rilancio del centro storico.
Offrire servizi, proporre un’offerta culturale all’interno di spazi idonei e puntare a fare di Palazzo Santoro un attrattore è sicuramente una parte di quello che serve all’amministrazione Frontini per cercare di vincere là dove tutti i predecessori hanno fallito. Forse perché imprigionati in visioni della città non funzionali al miglioramento della qualità della vita e bloccati da lacci e laccioli di vecchia data. In uno stagno piatto come quello di Viterbo anche il recupero di un palazzo e la sua messa in uso può avere effetti importanti. Ce lo auguriamo.


















