Il "pittore della luce" che rubò l'anima alla Tuscia
turner
lafune_800 x 120
Oggi, la quasi totalità di questo immenso tesoro grafico e pittorico — composto dai taccuini e dalle tele del Turner Bequest — è gelosamente custodito a Londra, alla Tate Britain.

STORIE – C’è un modo preciso in cui la luce decide di morire sulla pietra, e solo chi possiede un segreto nello sguardo sa come trattenerla. Joseph Mallord William Turner la cercava con l’ostinazione dei cercatori d’oro, quell’alchimia invisibile che non appartiene né al cielo né alla terra, ma a quella terra di mezzo che chiamiamo Etruria meridionale.

Il grande pittore britannico, l’eccentrico signore venuto dall’isola della pioggia e del carbone, non si era fermato soltanto alla Venezia delle lagune o alla Roma dei monumenti da cartolina. Il suo passo solitario aveva sondato i boschi fitti dell’Alto Lazio, si era arrampicato sugli speroni di tufo, aveva fissato le porte storiche e le valli viterbesi all’alba. Per Turner, quei luoghi non erano semplici tappe di un Grand Tour obbligato; erano una rivelazione.

Nei suoi taccuini di viaggio e nei suoi schizzi del 1828, la Tuscia prende vita attraverso visioni straordinarie. E non si tratta di suggestioni vaghe: tra i suoi celebri lavori troviamo i disegni e le vedute di Acquapendente (con la Porta San Leonardo e la Chiesa di San Giovanni), gli scorci di Orvieto con le sue porte storiche e la Fortezza Albornoz, fino a quell’Italian Landscape recentemente ricondotto dagli studiosi alle morfologie suggestive del Ponte del Diavolo a Blera, nel viterbese.

Per non parlare dell’incompiuto e affascinante paesaggio noto come Italian Landscape, probably Civita di Bagnoregio.

Oggi, la quasi totalità di questo immenso tesoro grafico e pittorico — composto dai taccuini e dalle tele del Turner Bequest — è gelosamente custodito a Londra, alla Tate Britain, dove i viaggiatori di tutto il mondo possono ancora ammirare come il genio inglese seppe tradurre in puro colore i burroni, le nebbie e il tufo della nostra terra.

Turner si lasciò stregare da questo teatro di ombre e chiarori. Sapeva, con l’istinto feroce dei veri artisti, che in questi boschi la materia perdeva consistenza per farsi emozione. E così, tra un tratto veloce di matita e una pennellata densa, il maestro della luce rubò l’anima alla Tuscia, consegnandola all’eternità. Come se avesse capito prima di chiunque altro che qui, tra la roccia viva e il silenzio degli Etruschi, il tempo non passa: si ferma, sospeso in attesa di essere dipinto.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
lafune_300 x 600
Fune 300x300
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni
aiac_banner_01
POST FB 01
monastero interno
domenicale post
Foto Fisioterapy Center
Onda
asvis 2