
Si è raccontato in campagna elettorale come l’uomo che avrebbe fatto voltare pagina alla città, poi quasi due anni in cui la rivoluzione non si è materializzata. Ma che pesce è il Michelini politico? Ancora abbastanza difficile dirlo. Male la sua vita politica di palazzo, con gli uomini della sua maggioranza abbastanza arditi da guerreggiare perennemente tra di loro ma anche troppo codardi per spingere sull’acceleratore e andare tutti a casa.
Oggi però, durante la conferenza stampa di presentazione di San Pellegrino in Fiore abbiamo trovato un sindaco con idee in testa. Lo abbiamo visto determinato, fermo, sognatore. Quello della campagna elettorale per intenderci.
Ha parlato del futuro della manifestazione “verde” dicendo cose giuste. Mostrando anche una certa visione. Quella visione di città che a volte sembra affiorare, ma che poi scompare nelle pastoie dei consigli dove la maggioranza non ha i numeri, dove i consiglieri micheliniani se le danno di santa ragione. Che scompare nelle commissioni congelate, nell’assenza di pratiche amministrative, nella confusione.
Stamattina Michelini ha parlato di un centro storico da sviluppare su un’asse che va da quel teatro dell’Unione, che intende riaprire, al quartiere Medioevale. Passando per i portici del Comune da liberare dagli uffici per lasciare spazio a un salotto turistico. Ieri Delli Iaconi ha invece mostrato una visione sul fronte termale. Un settore importante e logorato negli ultimi trenta anni da particolari appetiti di parte. Appetiti di qualcuno che hanno bloccato la nascita della città termale che avrebbe permesso di soddisfare gli stomaci di molti comuni cittadini grazie all’onesto lavoro.
Michelini è anche fortunato. Viterbo è un cantiere grazie al Plus firmato Giulio Marini, il suo predecessore e rivale alle ultime consultazioni comunali del maggio/giugno 2013. La Macchina di Santa Rosa è diventata patrimonio dell’Unesco e ora gioca sull’importante e storico tavolo di Expo. Anche l’affare arsenico ha trovato soluzione, seppure si tratti di una brutta soluzione. Che passa per i costosissimi dearsenificatori.
Eppure sulla città e sull’amministrazione di questo sindaco c’è una cappa. Una cappa originata dai consiglieri “bombaroli”, dagli appetiti di parte, da una gestione del capitolo cultura viziato dalla presenza in maggioranza di una forza politica-culturale come Viva Viterbo. Roba che comunque, con una squadra ben costruita, poteva e potrebbe essere mitigata.
Quindi dove sbaglia Michelini? A nostro modo di vedere quello che è mancato e manca a questa esperienza di governo della città è un capo di gabinetto del sindaco, che sappia dare robustezza alla figura del primo cittadino e che sappia gestire la comunicazione interna. Così come i rapporti tra tutti i pezzi della giunta e del consiglio (lato maggioranza). Così come manca anche la gestione di una comunicazione in senso politico. Oggi il Comune fa una buona comunicazione in senso generale, ma per fare una vera rivoluzione serviva altro. Chi cura l’immagine del sindaco? Chi consiglia allo stesso in questo delicato comparto della dimensione politica?
Eppure questa amministrazione, nello sbando completo del centrodestra, potrebbe avere vita facile e anche capacità di incidere sulla storia cittadina. Così però non è,e questo è un male per tutti.


















