
Guerre stellari all’interno del Partito Democratico della città di Viterbo. Oggi l’assemblea dell’Unione Comunale si è riunita e ha censurato il comportamento di Francesco Serra, che da capogruppo ha criticato nell’ultimo consiglio comunale l’amministrazione del sindaco Leonardo Michelini.
In serata il coordinatore dell’Unione Stefano Calcagnini ha inviato alla stampa una nota dove c’è un passaggio interessante: “La linea politica del Partito Democratico della città di Viterbo, cui debbono attenersi tutti gli iscritti, e quindi anche i consiglieri comunali, è elaborata e sancita solo ed esclusivamente dall’assemblea dell’Unione Comunale democraticamente eletta, con la conseguenza quindi che qualsiasi posizione in contrasto con i deliberata della suddetta non può in alcun modo pretendere di rappresentare la linea politica e la condotta del partito”.
Sembrerebbe che tutto il potere del Pd sulla città di Viterbo sia nelle mani di Calcagnini & Co, in poche parole dei “fioroniani” che hanno la maggioranza nell’assemblea. Un potere talmente forte da condizionare i consiglieri comunali di area, da poterli ammonire, censurare e magari espellere dal partito stesso (?). E’ veramente l’Unione Comunale che detta la linea? E i consiglieri che fossero in contrasto possono davvero essere messi alla porta del Pd? E’ veramente questo lo stile di Renzi? A noi non risulta. Renzi fa votare in assemblea nazionale e decide, ma poi non espelle chi in Parlamento o fuori critica e magari vota contro.
E’ quindi il Pd viterbese, nella sua espressione dell’Unione Comunale investito di un potere che non appartiene neanche al segretario e all’assemblea nazionale? Difficile da credere.
La situazione viterbese è particolarmente esplosiva. Tra poche ore infatti si tiene un incontro del Circolo Pd di Viterbo, voluto dal segretario Carlo Mancini per discutere sul delicato momento politico che si sta attraversando. E Mancini fa capo alla corrente dei “serra-panunziani”, così come Calcagnini è un organico della corrente “fioroniana”. Se l’Unione Comunale detta la linea politica del partito sulla città di Viterbo, quanto pesano i circoli nella decisione di questa linea? Questo è un nodo particolarmente interessante.
E se sotto l’Unione di Calcagnini (“fioroniano”) c’è il Circolo di Viterbo di Mancini (“serra-panunziano”) sopra a tutti c’è il partito provinciale del segretario Andrea Egidi (pezzo importante dell’asse Serra-Panunzi). Se a Palazzo dei Priori è in atto un braccio di ferro tra “fioroniani” e “serra-panunziani” come si può pensare di spegnere tutto ricorrendo alle censure di un organismo di partito? Soprattutto come si può pensare di farlo se questo organismo è di fatto pressato tra il principale circolo cittadino e il partito provinciale?
A complicare il quadro il coinvolgimento dei “fioroniani” alla messa in piedi del nuovo soggetto politico dei Moderati e Riformisti. Realtà di cui non si è ben capita la natura. Insomma è guerra aperta, nonostante si cerchi di farla col sorriso sulle labbra, nonostante si cerchi di utilizzare come un corpo in ostaggio, per pararsi dai colpi, il bene della città e dell’amministrazione per fare le cose. Viene in mente Craxi: “La politica è lotta feroce per il potere”.
Quelli con i capelli bianchi scommetterebbero tutto su un imminente accordo tra i due gruppi di potere che stanno misurando i muscoli. Questo potrebbe sembrare anche un bene, ma proprio continuando su questi sentieri le cose non cambieranno mai.


















