Il parcheggio di largo Africa, i sofisti della domenica e la logica
Socrate
lafune_800 x 120
EDITORIALE - Non ci piacciono i sofisti perché hanno come solo obiettivo quello di avere ragione con artifici pseudo logici. Proviamo a raccontare l'incredibile storia di largo Africa usando la logica vera. Una roba semplice, alla portata di tutti perché il sofista parla al popolo-bue e la logica parla alle persone confidando nell'intelligenza di ognuno e puntando a rimettere Gorgia dove deve stare: nell'Olimpo dei cazzari. 

EDITORIALE – Il parcheggio di largo Africa torna al centro dell’attenzione, dopo almeno un ventennio in cui non se lo è cagato nessuno. Oggi, ma già dal 2009 ricordiamo di avere scritto alcuni articoli sullo stato di abbandono e degrado, la piazza ai piedi del Palazzo di Vetro è davvero imbarazzante. I sampietrini sono saltati in abbondanza tale che se nascesse un’intifada a Viterbo (chi non conosce il senso del termine può googlerare) quello sarebbe il luogo ideale dove reperire la materia prima. 

Oggi, dicevamo, largo Africa è l’ombelico dell’agenda setting cittadina (l’agenda delle cose a cui il popolo-bue deve pensare). Questo perché è l’ennesimo teatro di scontro politico-mediatico possibile. E allora giù che si sperticano i Gorgia in salsa “viterbese” e si sbrodolano novelle lezioni di sofismi intorno a largo Africa. 

Visto che non ci piacciono i sofisti, perché hanno come solo obiettivo quello di avere ragione con artifici pseudo logici proviamo a raccontare l’incredibile storia di largo Africa usando la logica vera. Una roba semplice, alla portata di tutti perché il sofista parla al popolo-bue e la logica parla alle persone confidando nell’intelligenza di ognuno e puntando a rimettere Gorgia dove deve stare: nell’Olimpo dei cazzari. 

Tre sono le scelte possibili su largo Africa. La prima opzione è quella di fare come si è sempre fatto (anche se non lo si fa più da vent’anni): il Comune paga i lavori per sistemare l’area parcheggio che rimane, come sempre è stato dai tempi della Standa (solo chi ha i capelli bianchi può ricordare), a uso libero. Spesa pubblica massima, incasso zero, fruizione casuale (chi prima arriva parcheggia). Effetti negativi: gran parte dei parcheggi sono occupati dall’alba al tramonto dai pendolari e non servono le strutture commerciali e di servizi presenti, costringendo gli utenti a inutili giri a vuoto alla ricerca di parcheggi. In realtà sull’aria sarebbe in vigore la sosta a disco orario massimo un’ora ma “è tradizione” dai tempi del lucumone che nessuno sanzioni. Effetti positivi: boh.

Seconda opzione: il Comune paga la riqualificazione del parcheggio, lo affida alla sua partecipata Francigena che lo macchinizza e incassa a ora. Spesa pubblica massima: riqualificazione più impianto parking in struttura. Incasso: tutto quello che c’è da prendere da chi sosta. Fruizione: chi paga. Effetti negativi: rivolta del supermercato e dei negozi (compresa una farmacia) presenti nell’area per assenza di parcheggio gratuito per i propri clienti. Effetti positivi: boh.

Terza opzione: il supermercato paga la riqualificazione della piazza, il Comune affida a Francigena la realizzazione di un parking in struttura. Si stabilisce che i primi 90 minuti sono gratuiti. Spesa pubblica calmierata: il privato paga i lavori e il pubblico paga il parking. Incasso: la quota a pagamento va alla società municipalizzata Francigena. Fruizione: per 90 minuti libera e poi a pagamento. Effetti negativi: boh. Effetti positivi: il supermercato è contento perché si è assicurato una rotazione dei posti per i propri clienti. Il Comune risparmia i costi di riqualificazione e incassa eventuali soste lunghe e in più risolve il problema della turnazione in un’area parcheggio ingessata. 

La logica dice quindi che ci sono tre opzioni su largo Africa. Ognuno è libero di adottare l’una o l’altra ma gli effetti positivi e quelli negativi sono come descritti. Ci perdoni chi ragiona come Gorgia ma non è tempo di sofisti né di popolo-bue. Ci si vede sull’acropoli. 

 

 

Fisioterapy Center 800x120
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
lafune_300 x 600
POST FB 02
Masicar300x300-optimize
aiac_banner_01
TdP_Inalazioni
Jeep_Compass_apex_300x300_200
monastero interno
domenicale post
asvis 2
Fune 300x300
Onda
Foto Fisioterapy Center