Il PalaExpo aprirà a breve: in queste ore la firma della Convenzione
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Nei giorni scorsi il nostro giornale aveva messo l’accento su una situazione paradossale, ovvero quella dell’annuncio e dell’inaugurazione di una struttura poi mai più riaperta. Oggi la spiegazione dell'assessore Barelli

Il PalaExpo aprirà la prossima settimana. A dichiararlo a La Fune è stato l’assessore Giacomo Barelli. Nei giorni scorsi il nostro giornale aveva messo l’accento su una situazione paradossale, ovvero quella dell’annuncio e dell’inaugurazione di una struttura che sarebbe dovuta servire durante i mesi di Expo per accogliere i turisti e mostrargli per sei mesi, la durata dell’evento di Milano, le particolarità e la bontà dei gusti made in Tuscia, poi mai più riaperto (leggi qui).

Dopo due mesi però la struttura ancora non ha aperto ed anzi, fino a poche ore fa non ci sarebbe stata nemmeno una firma sulla convenzione semestrale tra comune di Viterbo e Fondazione Carivit, proprietaria dell’immobile, con termine ultimo il 31 ottobre.

Il comune di Viterbo lo scorso febbraio aveva registrato l’impegno (e lo aveva annunciato) della Regione Lazio per circa 73mila euro per i progetti legati all’Expo, tra questi anche il Pala Expo. In seguito al nostro articolo però qualcosa si è mosso. La firma della convenzione dovrebbe arrivare in queste ore, contestualmente alla consegna delle chiavi. Almeno così ci ha spiegato l’assessore Giacomo Barelli. Colpa dei ritardi? La crisi di maggioranza, il rimpasto andato alle lunghe e le infinite liti.

“Si è fermato tutto, la critica è giusta. Cercheremo di aprire la struttura – ha dichiarato Barelli – a partire dalla prossima settimana. Il sogno però è quello di prolungare la convenzione anche dopo il 31 ottobre per accogliere i turisti della via Francigena”. Più che un progetto però quest’ultima è ancora solamente una idea.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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