
SANTA ROSA – Ci lasciamo alle spalle una bella festa di Santa Rosa. La complessa Macchina ha funzionato nei vari aspetti e l’immagine di città che è uscita fuori è positiva. Bene la logistica, bene il Trasporto, bene la sicurezza, bene anche la Fiera e questa è stata forse la sorpresa vera. Abbiamo compilato una pagella di questa festa di Santa Rosa.
Facchini, voto 10. Forse non c’è la piena consapevolezza di che grande tesoro rappresenti per la città di Viterbo l’esistenza del Sodalizio. La sua esistenza ha dato alla città un custode della tradizione che ha una propria autonomia, centralità, capacità operativa e di pensiero. Negli anni abbiamo assistito a un rafforzamento importante di questo gruppo che va in realtà al di là della notte del tre settembre e del Trasporto. Il Sodalizio inoltre è un qualcosa su cui i viterbesi riescono a non dividersi. Quest’anno, con l’assenza improvvisa del capofacchino, è stata svelata ancora di più l’importanza di quell’idea che ebbe come padre Nello Celestini e che trova oggi in Massimo Mecarini una guida solida, consapevole e matura. Non hanno sbagliato nulla e non era facile. Sicuramente quest’anno hanno gestito paure e preoccupazioni maggiori ma proprio questo ha messo in evidenza l’importanza del Sodalizio e la maturità di ogni singolo Facchino dentro questa organizzazione. La Macchina nuova si è fatta sentire sulle loro spalle ma nessuno li ha sentiti lamentarsi, lo hanno raccontato con un sorriso ancora più grande. Grazie.
Sandro Rossi, voto 10. Quanti si sono resi conto nell’anno dell’assenza di che “bestia” di capofacchino abbiamo? Diciamoci la verità, tutti. E’ un mostro di bravura e grandezza nel suo ruolo. Chi ha il carisma di Rossi? Chi ne ha la voce? Chi riesce a essere intimamente connesso ai Facchini e alla città che guarda il Trasporto come lui? La verità è che un capofacchino come lui nasce ogni cento anni. A piazza delle Erbe gli hanno dedicato anche degli striscioni, roba destinata solo ai grandi capitani. Ti aspettiamo.
Luigi Aspromonte, voto 10. Questo tre settembre passerà alla storia come il Trasporto di Luigi Aspromonte. Si è ritrovato capo per un crocevia di coincidenze e destini. Non avrebbe voluto esserlo perché, lo ha dimostrato in ogni parola e in ogni singolo gesto, lui lì davanti alla Macchina avrebbe voluto vedere Sandro Rossi. Con Aspromonte nasce il titolo di capo-trasporto. Da brividi quel suo “volete che porto la Macchina al posto di Sandro Rossi”? urlato ai Facchini nella ex chiesa della Pace rimane sul corpo di tutti come un brivido. Aspromonte che mentre il vescovo benedice tutti guarda negli occhi i “leoni”. Aspromonte che non sbaglia niente, che è preciso, che cerca i suoi tempi e il suo modo di guidare la Macchina e viene fuori sempre di più una tappa dopo l’altra. Poi Aspromonte sollevato e fatto saltare sulle spalle dei Facchini a Santa Rosa tra i sorrisi e la gioia vera. Aspromonte superstar.
DIES NATALIS, voto 9. La Macchina è di forte impatto e permette un’esperienza pluridimensionale. Ci spieghiamo meglio. Provate a guardarla e isolarvi da tutto: benvenuti nel 1700. Ora ripetete la stessa operazione: benvenuti nel 2050. Raffaele Ascenzi sembra avere trovato il modo di abbattere il tempo e le ere storiche. Avrà trovato la Macchina perfetta? Il tempo ce lo farà capire. Andiamo avanti con le considerazioni. Questa Macchina ha due volti. La guardi da lontano ed è bellissima proprio, sembra un ricamo nel buio della notte. La guardi da vicino e non ha quell’unicità, quella raffinatezza evidente a distanza, perché emerge l’imponenza. Due forme di bellezza contenute nella stessa opera che vivono a seconda della distanza dove si piazza il punto di vista dell’osservatore. Certifichiamo che Dies Natalis è una magia. Quel punto che manca per arrivare a dieci è dovuto a due fattori. Il primo è che vista da vicinissimo (mentre è in movimento) sembra ondeggiare molto e dà un effetto come se fosse di gelatina molle. Questo sottrae, ma solo a chi la guarda da pochi metri, la magia dell’imponenza svelando all’occhio che non è fatta di pietra (la grande illusione che fa sembrare tutto più impossibile e immenso) ma di materiali leggeri e flessibili. L’altra cosa per cui non arriviamo al dieci è che abbiamo sentito diversi dire: “Era meglio Gloria”. Quindi Dies Natalis è una Macchina formidabile ma che ancora non ha conquistato davvero e al cento per cento tutti.
La sindaca Chiara Frontini, voto 7. La città è arrivata al Trasporto in buonissime condizioni. Per la prima volta c’è stata una cura particolare ai disabili motori, a cui sono stati riservati appositi parcheggi auto e per i quali è stato attivato anche un servizio navetta a domicilio. Anche il numero dei posti delle sedie riservati, nonostante l’assenza di tribune quest’anno, è stato aumentato. La sindaca ha comunicato bene per questa occasione inviando una lettera rivolta ai viterbesi ai giornali cittadini. La sua amministrazione ha inoltre sostenuto la realizzazione di un video per raccontare Dies Natalis, fatto che non ci risulta abbia dei precedenti. E’ stata impeccabile nei vari passaggi istituzionali, presente e attenta in tutti i momenti: dalle Minimacchine, al corteo e fino al tre settembre. E’ scivolata alla fine, proprio sotto alla Macchina, al momento del discorso. Gli è mancata la freddezza e il pelo sullo stomaco quando un gruppo di ragazzi ha iniziato a fischiarla. I fischi sono arrivati da un unico settore di San Sisto e non dall’intera piazza ed esattamente dall’area tra il bar Red Rose e l’altro bar della piazza in ristrutturazione. Lì dove già dal giorno prima avevano preso posto diversi gruppi di giovani e giovanissimi.
La sindaca ha pensato male di reagire ai fischi alzando la voce e “pompando” in maniera eccessiva il proprio discorso. Avrebbe fatto meglio a interrompersi e a invitare al rispetto per la festa e il momento importante perché, ammesso che fossero davvero fischi di contestazione animati da una profonda consapevolezza politica e conoscenza dell’operato dell’amministrazione, ci sono altri momenti e altre forme per contestare. E’ stato comunque uno scivolone non bello che fa media con il resto, abbassandola. Altro punti su cui andrebbe fatto un lavoro diverso e migliore è la presenza di ospiti di livello a Palazzo dei Priori. Ogni festa che si rispetti vuole anche un certo livello di vippagine.
Supervip della politica, voto 5. E’ forse finita un’era? A giudicare da quello che abbiamo visto in questo Trasporto forse sì. Anche quest’anno sono arrivati i big della politica, quelli che infiammavano la folla sul percorso e facevano scattare la caccia al selfie. Di pezzi mediatici da novanta erano presenti due: Matteo Salvini e Roberto Vannacci (Tajani ha un carisma che funziona diversamente, sicuramente non da rockstar). Salvini ha suscitato ancora un po’ di entusiasmo ma in maniera più sbiadita del passato, Vannacci ancora meno. In piazza del Comune, passata la Macchina, è arrivato al centro della piazza e sono stati in pochi che hanno chiesto un selfie. Nessun assalto. Viterbo è sempre stato un laboratorio delle nuove tendenze della politica, avrà ragione anche stavolta?
Servizio di sicurezza e gestione delle piazze, voto 8. E’ stato pensato un funzionamento dell’intera area del percorso del Trasporto davvero perfetto e in maniera esatta è stato eseguito dal personale di sicurezza in servizio. Forze dell’ordine e sicurezza privata hanno gestito con gentilezza e garbo ogni situazione e non ci sono stati intoppi.
Educazione ambientale di alcuni dei presenti, voto 3. Nel 2024 è inaccettabile andare a vedere un evento e lasciare il metroquadro occupato pieno di rifiuti. Perché lo fate?
Fiera, voto 8. Non si capisce come sia accaduto ma la fiera è tornata ad avere un senso. Cresciuto il numero di banchi rispetto alla moria delle precedenti edizioni, migliorata anche la qualità della merce e l’originalità in alcuni casi. La fiera ha avuto anche il suo successo di presenze. Nonostante la giornata lavorativa in cui è caduta alle 20 di sera ancora c’erano tantissime persone. Pensate che erano praticamente finiti i palloncini per bambini.
Ristoranti e pizzerie del centro storico, voto 9. Hanno fatto il loro lavoro ma anche un servizio all’importante mole di persone presenti. La festa è stata un tale successo che alcuni ristoranti non hanno potuto aprire per la cena del 4 settembre. Motivo? Avevano finito le scorte.


















