Il Museo Maidan: preservare lo spirito di Maidan. Giovedì 8 febbraio, la presentazione del libro di Giovanni Ercolani
Stagione Teatro Unione ATCL
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VITERBO - La pubblicazione esamina la relazione tra l'arte creata durante la cosiddetta Rivoluzione della dignità – Eventi Maidan.

VITERBO – The Maidan Museum: Preserving the Spirit of Maidan – Art, Identity and the Revolution of Dignity. Questo il titolo originale del libro di Giovanni Ercolani che verrà presentato giovedì 8 febbraio (ore 17), nel foyer del Teatro Unione. La pubblicazione, Il Museo Maidan: preservare lo spirito di Maidan – Arte, identità e rivoluzione della dignità – esamina la relazione tra l’arte creata durante la cosiddetta Rivoluzione della dignità – Eventi Maidan (21 novembre 2013 – 23 febbraio 2014, Ucraina) e la missione del Museo Maidan (Kiev, Ucraina), nato dalle ceneri di Euromaidan, per preservare lo “Spirito di Maidan”.

“Gli eventi di Maidan, definiti come processo di maidanizzazione – spiega l’autore – hanno prodotto un linguaggio e un discorso postcoloniale, una nuova ideologia apolitica basata sui concetti di dignità e identità ucraina, hanno generato simboli, miti sociali e immaginario collettivo, hanno innescato lo “Spirito di Maidan”, che ha cambiato la coscienza dei partecipanti alle manifestazioni; e funzionarono come un rituale di passaggio di intensificazione-aggregazione-iniziazione, in cui si formò l’identità della nuova Ucraina. In questo processo di trasformazione, in cui l’essere umano è visto come un “animal identitarium” che cerca, lotta e difende la propria identità, gli artisti hanno svolto un ruolo cruciale nell’assemblare gli elementi principali dell’identità ucraina post-Maidan (homo Maidan), sono riusciti a potenziare l’intero movimento con idee concrete e, infine, hanno rielaborato oggetti, simboli e musica già presenti nel DNA ucraino attraverso un processo di significazione, simbolizzazione, mitizzazione, canonizzazione, sacralizzazione e interpellazione”.

Questo volume si basa su interviste con artisti che hanno partecipato in modo drammatico agli eventi Maidan e sul lavoro portato avanti sul campo presso il Museo Maidan. L’autore spiega e identifica i principali elementi, emozioni, aspettative e motivazioni del rapporto tra creazione artistica e formazione dell’identità ucraina post-Maidan basata sullo ‘Spirito di Maidan’. La prefazione del libro è a cura di Chris Farrands. Alla presentazione interverrà l’assessore alla cultura e all’educazione Alfonso Antoniozzi.
Giovanni Ercolani ha studiato Scienze Politiche, Lingue e Civiltà Orientali, Produzione e Gestione Artistica, ha conseguito un Dottorato di Ricerca in Antropologia Sociale (Università di Murcia, Spagna) e un Dottorato di Ricerca in Relazioni Internazionali e Studi sulla Sicurezza (Nottingham Trent University, Regno Unito). È ricercatore presso il gruppo di ricerca ‘Sociedad y Cultura’ (Università di Murcia, Spagna), ricercatore associato presso ‘LADEC – Laboratoire d’Anthropologie des Enjeux Contemporains’ (Université Lumière Lyon 2, Francia), e ‘Thesis Advisor’ (Peace Operations Training Institute’, USA). In precedenza, è stato ‘Lecturer’ di ‘Terrorismo globale’ e ‘Peacekeeping e risoluzione dei conflitti’ presso l’Università Bilgi e l’Università Yeditepe di Istanbul (Turchia). Giovanni Ercolani è membro del comitato editoriale di ‘The Journal of Security Sciences’ (Turchia) e Fellow (eletto) del Royal Anthropological Institute of Great Britain and Ireland (UK); precedentemente ha co-editato il testo Anthropology and Security Studies (Editum 2013); i suoi articoli sono stati pubblicati, tra gli altri, dal Central European Journal of International and Security Studies; le sue ricerche multidisciplinari si concentrano sui temi della cultura, dei miti sociali, del simbolismo, degli immaginari collettivi, dell’identità e della sicurezza.

Chris Farrands ha studiato Relazioni Internazionali e Filosofia presso l’University College of Wales, Aberystwyth e la London School of Economics. Ha insegnato in numerose università del Regno Unito e francesi ed è stato Visiting Professor in università in Turchia e a Washington DC. Recentemente ha lavorato come capo del team di relazioni internazionali presso la Nottingham Trent University. Ora in pensione, continua a pubblicare ricerche. È membro della Royal Society of Arts e del Royal Anthropological Institute.

Ulteriori informazioni: http://cup.columbia.edu/book/the-maidan-museum-preserving-the-spirit-of-maidan/9783838217635

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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