Prima edizione del premio di laurea Acli-Terra Unitus
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VITERBO- Domani, martedì 12 dicembre alle 18, nel Polo di agraria dell'università della Tuscia

VITERBO-Domani, martedì 12 dicembre a Viterbo alle 18, con l’organizzazione di Acli terra Lazio con l’università degli studi della Tuscia (Unitus) nell’aula “Perone Pacifico” (aula Blu) nella sede del Polo di agraria, si svolgerà la cerimonia per il premio di laurea promosso dall’Associazione professionale agricola aclista, dedicato alle tesi universitarie che si sono distinte per la capacità di ricerca ed innovazione nel settore rurale, al fine di incentivare giovani studenti e laureandi a svolgere questa importante e preziosa attività tipicamente accademica.

Questa prima edizione del premio di laurea Acli terra-Unitus è nata dall’incontro e dalla fruttuosa collaborazione tra Acli terra Lazio e l’università degli studi della Tuscia di Viterbo e domani, 12 dicembre, si conclude con la premiazione delle tesi magistrali classificate ai primi tre posti.

Per il presidente di Acli terra Lazio, Massimo De Simoni, “L’obiettivo è stato centrato, come dimostrano i titoli delle tesi valutate e selezionate dalla commissione presieduta dal professor Varvaro: prima classificata è stata la tesi magistrale dal titolo ‘Riqualificazione del mercato dell’olio di sansa di oliva: possibili utilizzi alternativi all’uso alimentare, come contributo allo sviluppo dell’economia circolare’ elaborata dalla dottoressa Elisa Cioccolo nell’ambito dell’insegnamento di scienze agrarie e ambientali. Seconda classificata è la tesi magistrale dal titolo ‘Uso del satellite iperspettrale Prisma per la mappatura delle proprietà agronomiche del suolo’ del dottor Luca Marrone. Terza classificata è risultata la tesi ‘Caratterizzazione biochimica della lipossigenasi (lox) estratta dalla drupa di olivo (Olea europaea L.)’ della dottoressa Chiara Fabrizi. Un’edizione realizzata grazie al fondamentale contributo dell’Arsial (Agenzia regionale per lo sviluppo agricolo del Lazio) e al sostegno di Acli terra e del suo presidente nazionale Nicola Tavoletta per il decisivo apporto di carattere organizzativo”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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