Centocinquanta anni dalla nascita di Cesare Dobici, l'omaggio dell'Ensemble 'De Musica'
Foto sorelle Sabatini
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VITERBO - Prima esecuzione mondiale della composizione "Omaggio a Cesare Dobici" della pianista e compositrice Daniela Sabatini.

VITERBO – Uno straordinario evento musicale si è tenuto lunedì 11 dicembre al Teatro Auditorium Murialdo di Viterbo per la rassegna “Viterbo Festival” realizzata dall’ Accademia “De Musica”.

Grazie alle sue ideatrici, le sorelle musiciste Daniela e Raffaella Sabatini rispettivamente pianista e violinista, ed al loro Ensemble “De Musica” è stato reso omaggio a Cesare Dobici, il più grande compositore viterbese di tutti i tempi, nel 150° anniversario della sua nascita avvenuta a Viterbo proprio l’ 11 dicembre 1873. Unica iniziativa culturale ed artistico-musicale dedicata a Cesare Dobici in occasione di tale importante anniversario per la storia della musica viterbese e mondiale, l’ evento è stato seguito con grande interesse ed attenzione da tutto il pubblico presente che al termine ha ringraziato le sorelle Sabatini ed il loro Ensemble “De Musica” per il grande impegno e passione con cui hanno fatto conoscere anche all’ estero questa eccezionale figura di uomo e di musicista.

Nella sua conferenza precedente il concerto, definita una vera e propria “lectio magistralis”, la pianista e musicologa Daniela Sabatini ha infatti delineato con grande profondità ed elevato spessore culturale un autentico ritratto musicale e spirituale di Cesare Dobici attraverso gli aspetti biografici e stilistici di questo insigne compositore e didatta sottolineando sia come egli fu non soltanto un musicista viterbese ma di notorietà internazionale sia l’ inscindibile unione fra l’ assoluta integrità morale di Dobici e la sua autorevolezza di docente con la purezza formale, nobiltà di ispirazione ed alto magistero contrappuntistico delle sue composizioni, soffermandosi in particolare sulla sua produzione sacra e religiosa.

E’ seguito quindi il concerto dell’ “Ensemble “De Musica” delle sorelle Sabatini il cui programma, come già precedentemente realizzato in loro precedenti concerti dedicati a Cesare Dobici, era incentrato appunto sia su tale produzione sia su varie composizioni di ispirazione viterbese dedicate alla Madonna Liberatrice ed a Santi viterbesi ed agostiniani, eseguendo oltre al celeberrimo “Inno a S. Rosa da Viterbo”, popolarmente noto come “Sul pendìo del Cimino ubertoso”, autentiche rarità musicali quali la “Melodia popolare a Maria SS. Liberatrice”, la “Messa in onore del Beato Giacomo da Viterbo agostiniano” , l’ “Inno a S. Rita”, ed il “Tantum ergo” . La conferenza-concerto è quindi culminata con l’ applaudita prima esecuzione mondiale della composizione di Daniela Sabatini “Omaggio a Cesare Dobici”, che costituisce in assoluto il primo tributo compositivo reso a questo grande musicista e che la stessa autrice ha definito “un mio dono musicale a Cesare Dobici per il suo 150° compleanno”.

La conferenza-concerto ha concluso trionfalmente l’ edizione 2023 del “Viterbo Festival” ideato e realizzato dalle sorelle Sabatini e dalla loro Accademia “De Musica” per rendere omaggio alla Città dei Papi sia attraverso composizioni di Daniela Sabatini ad essa ispirate sia facendo conoscere la storia musicale di Viterbo e della Tuscia con ritratti musicali dei suoi più insigni musicisti nativi e di adozione con particolare attenzione alla loro produzione musicale sacra e religiosa.

Una rassegna musicale di grande prestigio che ha visto realizzarsi in questo 2023 vari eventi fra cui il Concertone “Omaggio a Viterbo” con la prima esecuzione mondiale della maxi composizione “Viterbo” di Daniela Sabatini, la quale ha dedicato inoltre un concerto spirituale alle composizioni della Venerabile Maria Benedetta Frey da lei riscoperte musicologicamente , e che ha visto impegnato l’ Ensemble “De Musica” anche nel “Concerto di Gloria” in occasione del 45° anniversario del Sodalizio dei Facchini ed in una conferenza-concerto sulle “Sinfonie a violino solo opera settima” del compositore dell’ epoca barocca Angelo Berardi, Maestro di Cappella della Cattedrale di Viterbo.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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