Il Movimento 5 Stelle critica l’ipotesi di nuovo cemento all'ex Consorzio agrario
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Cemento, cemento e ancora cemento. Il Movimento 5 Stelle critica l’ipotesi al vaglio in III commissione consigliare del comune di Viterbo di autorizzare la costruzione di alcuni edifici nell’area dell’ex Consorzio agrario

Cemento, cemento e ancora cemento. Il Movimento 5 Stelle critica l’ipotesi al vaglio in III commissione consigliare del comune di Viterbo di autorizzare la costruzione di alcuni edifici nell’area dell’ex Consorzio agrario (leggi qui).

“Sull’opportunità di costruire tramite piani integrati (concedere l’autorizzazione a costruire su richiesta di un privato a fronte di un’opera pubblica da realizzarsi a carico del richiedente) ci siamo da sempre espressi negativamente avendo come m5s una opposta visione dello sviluppo di una città che va sicuramente più incontro alla vivibilità ed al recupero che non alle nuove costruzioni dormitorio, tra l’altro inutili vista la proporzione di invendute”. Il Movimento 5 Stelle poi ricorda i dati forniti da il Sole 24 Ore.

“Su una media nazionale di 15.78 ogni 1000 abitanti, Viterbo ha un triste record di 17.19; quindi chiediamo, a cosa servono nuovi alloggi se poi non si vendono? Contrariamente a quanto in origine previsto, le opere pubbliche che il comune otterrà non saranno più la rotatoria e un miglioramento dell’uscita dalla variante Almirante causa di continui ingorghi e pericolose code sulla variante stessa, ma una uscita ed una entrata sulla variante all’altezza di Santa Barbara poste entrambe però sul medesimo senso di marcia; questa soluzione, secondo noi, non andrà certo a risolvere i disagi che il nuovo ed elevato numero di abitazioni porterà ad una arteria già cosi congestionata come la Teverina.

La decisione di costruire due svincoli nell’unica direzione tuscanese presenta criticità di non poco conto; a parte la singolare decisione di realizzarli in un unico senso di marcia, i terreni dove questa opera dovrebbe sorgere, sono privati e quindi da espropriare; la convenzione che l’amministrazione intende proporre prevede che la società lottizzante rispetti tempi precisi per la realizzazione delle opere pubbliche solo se non vi saranno impedimenti indipendenti dalla sua volontà. Tradotto: se il comune dovesse incontrare problemi nell’esproprio (cosa alquanto probabile) ed i tempi si dovessero allungare, l’opera pubblica non potrebbe ovviamente essere realizzata a fronte però della certa realizzazione di quella privata.

Per l’amministrazione l’interesse della comunità dovrebbe venire prima di quello dei singoli; riteniamo l’eventualità, poc’anzi esposta, tutt’altro che improbabile e inaccettabile ed abbiamo quindi presentato un emendamento che vincoli quantomeno l’avvio dei lavori delle opere private a quello delle pubbliche. Tale logica di buon senso, almeno in commissione, non ha trovato incredibilmente rispondenza nella volontà degli altri gruppi politici e quindi la ripresenteremo in consiglio comunale.

In consiglio chiederemo inoltre spiegazioni sulla curiosa scelta del comune di Viterbo di non ricorrere in appello contro la decisione del TAR che dava ragione alla società ex consorzio agrario, di cui all’epoca ci sembra di ricordare fosse presidente l’attuale sindaco Michelini, che impugnò il progetto della rotatoria. Ci opporremo inoltre alle soluzioni inserite nella convenzione secondo noi non risolutive dei problemi che si andrebbero a creare se malauguratamente dovesse essere approvata!”

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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