Il morto "sparato" a Monte Fogliano fa paura, i boschi della Tuscia come le Vele di Scampia
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Già, il pericolo per i frequentatori. Qui è molto frequentato dai raccoglitori di funghi, da camminatori, dai bikers. Molte famiglie, anche con bambini, vengono qui a passeggiare. Una volta a Monte Fogliano si trovavano ovoli spettacolari. Oggi ci si trovano gli ovuli, come a Scampia.

VETRALLA – Che qui, da queste parti, ci sia un importante giro di droga lo sanno tutti. Basta scambiare quattro parole con la gente del paese. Droga nel bosco, droga in determinati punti usati come “cassette di scambio”. Il morto “sparato” ritrovato da un camminatore nel bosco di faggi di Monte Fogliano fa paura. Diversi i colpi di pistola e la pista del commercio di droga come movente a fare da sfondo.

Questo bosco è una realtà vissuta a Vetralla, anzi a Tre Croci. Monte Fogliano va sostanzialmente dal Vetrallese a San Martino. Si può entrare nella vegetazione “da sopra” e “da sotto” e si tratta di un posto bellissimo. I faggi, non facendo passare la luce, regalano un bosco sgombero e poco fitto. Poi ci sono pezzi di castagno e nocchio dove tutto diventa più complicato. Nascondigli perfetti da raggiungere comodamente.

“Di notte, negli ultimi anni, abbiamo iniziato a vedere delle fiaccole tra gli alberi a qualsiasi ora della notte – ci raccontano dei frequentatori -“. Cosa ci facevano nel bosco di notte? Raccolta di funghi in notturna, non esattamente legale ma non paragonabile con lo spaccio di droga.

“All’inizio pensavamo a delle allucinazioni ma poi abbiamo capito – continua il racconto -. Abbiamo iniziato a notare un grande traffico di macchine. Sì ci può stare qualche coppia che va a scambiarsi carezze ma certi sabato sera sembrava di stare allo sposalizio dell’albero (una festa local)”

Nel dicembre 2024, a una manciata di giorni da Natale, la Guardia di Finanza scopre proprio dentro Monte Fogliano una piazza di spaccio. Viene rinvenuto un barattolo con all’interno 75 grammi di hashish. Il  12 dicembre avevano arrestato, sempre lì, un cittadino marocchino di presidio a una piazza di spaccio nascosta tra la boscaglia.

Difficile pensare a un uomo solo “in proprio”. Da tempo in molti avevano notato una strana frequentazione dell’area del bosco Vetrallese: molte macchine in transito a tutte le ore e in tutti i giorni della settimana. I militari tornati sul luogo l’hanno passato al setaccio e sono riusciti a individuare della terra smossa sotto le foglie, da cui hanno tirato fuori un barattolo con la droga conservata nel riso per contrastare l’effetto dell’umidità. Probabile che sotto quel terreno ci sia anche altro stupefacente non rinvenuto.

“Il ritrovamento – commentava la Guardia di finanza – evidenzia ulteriormente quanto sia collaudato il sistema di spaccio nei boschi e la difficoltà di contrasto del fenomeno, anche in relazione alle infinite possibilità di occultamento della droga. L’attività di servizio si inquadra nel continuo monitoraggio teso a stroncare un fenomeno che si è particolarmente esteso a livello locale e nazionale, rendendo le zone boschive pericolose per i frequentatori”.

Già, il pericolo per i frequentatori. Qui è molto frequentato dai raccoglitori di funghi, da camminatori, dai bikers. Molte famiglie, anche con bambini, vengono qui a passeggiare. Una volta a Monte Fogliano si trovavano ovoli spettacolari. Oggi ci si trovano gli ovuli, come a Scampia.

La delinquenza sta limitando gli spazi di vita delle persone, mangiandosi anche i boschi. L’unico modo per stroncare tutto questo è una continua collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine. Controllare il territorio e segnalare.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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