Il giorno dopo "la rissa" ancora una lite pubblica a via Marconi
Foto Sacrario
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Si potrebbe pensare bene di allestire un'arena, così che i cittadini possano assistere comodamente al "confronto" tra i novelli gladiatori del degrado e dell'alcol. 

 

VITERBO – Mercoledì la rissa, giovedì la lite in pubblica piazza … A Viterbo, città da due discoteche e 106 farmacie (per usare le mitiche parole di ‘Con un deca’), quello che non manca sono i “circenses”. Si potrebbe pensare bene di allestire un’arena, così che i cittadini possano assistere comodamente al “confronto” tra i novelli gladiatori del degrado e dell’alcol.

Dopo la testata di mercoledì all’inizio di via Marconi, con tanto di maschera di sangue e ambulanza che interviene e porta il più sfortunato dei due contendenti al Pronto Soccorso (eh sì a chi paga le tasse tocca fare fronte anche ai danni di chi gli prudono le mani o la testa) arriva puntuale, ore 16 circa, una nuova lite. “Stessa storia, stesso posto, stesso bar, stessa gente che consuma e poi va” a litigare. Pubblico sconcertato, pronto intervento delle forze dell’ordine (almeno loro fanno sempre la cosa giusta!).

Tranquilli Viterbo non è il Bronx, questo degrado è di grande moda. Una moda però tutta da stroncare. Considerando che gli autori del “circenses” sono praticamente ogni giorno gli stessi bisognerebbe domandarsi chi provvede e come al loro “panem” visto che hanno così tanto tempo per dare pubblico spettacolo. E magari lì, seguendo “il panem”, si potrebbero trovare i motivi giusti per allontanarli.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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