Il gioiello della Limonaia di Villa Lante apre al pubblico. Qui soggiornò Carlo d'Inghilterra
Foto Villa Lante Limonaia
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VITERBO - La limonaia di Villa Lante tra i tesori che saranno visitabili nella Tuscia per il weekend del Fai, in programma per questo fine settimana. 

VITERBO – La limonaia di Villa Lante tra i tesori che saranno visitabili nella Tuscia per il weekend del Fai, in programma per questo fine settimana. 

Nei giardini rinascimentali, già a partire dal XVI secolo, compaiono ambienti per il ricovero delle piante durante la stagione invernale o per la protezione di specie particolarmente esigenti.
Le piante di limoni conservate all’interno venivano in primavera poste al centro delle grandi siepi quadrate di tasso, su piedistalli appositamente realizzati per questo scopo, all’interno della complessa geometria delle siepi e delle fontane.

L’aspetto attuale della Limonaia si deve alla radicale ristrutturazione operata in epoca moderna dalla Società Villa Lante, che ha visto l’aggiunta del soppalco e dei balconcini che affacciano sul Quadrato, nonché di un ricco arredo che comprende mobili di antiquariato, preziose ceramiche e alcuni utensili da lavoro.

Pensata, nella sua nuova veste, come dimora per ospiti illustri, nel 1991 ha accolto Carlo d’Inghilterra, giunto nella Tuscia in visita agli studenti della Scuola di Architettura Civile (da lui stesso fondata un anno prima), mentre attualmente è talvolta utilizzata come set per riprese cinematografiche. Chi ha visto The Young Pope di Paolo Sorrentino riconoscerà sicuramente alcuni ambienti.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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