Il fuggitivo, ovvero quando il militare Penny scappò dal campo 68 di Vetralla
vetralla
800x120 (1)
STORIE - Questa è la storia di un fuggitivo. 68 chilometri in bicicletta sulla Cassia per arrivare allo stato del Vaticano, per raggiungere la libertà. O almeno qualcosa che le somigliasse più della vita nel campo di prigionia 68, quello di Vetralla. Questa è la storia di Edward Penny, marinaio inglese finito nella follia della seconda guerra mondiale.

STORIE – Questa è la storia di un fuggitivo. 68 chilometri in bicicletta sulla Cassia per arrivare allo stato del Vaticano, per raggiungere la libertà. O almeno qualcosa che le somigliasse più della vita nel campo di prigionia 68, quello di Vetralla. Questa è la storia di Edward Penny, marinaio inglese finito nella follia della seconda guerra mondiale.

Era a bordo del sottomarino HMS Osvald, che finì le sue ore andando in collisione con il cacciatorpediniere Vivaldi il 2 agosto del 1940. A capo del reparto britannico il capitano Fraser fece abbandonare il mezzo, che venne inghiottito dal Mediterraneo. Tre marinai perirono e 52 rimasero tre ore in acqua, per poi essere raccolti dalla nave italiana. Vennero mandati all’ospedale di Taranto, poi vicino Venezia, poi al campo di prigionia numero 78, a Sulmona.

Un inverno di gelo. E’ qui che Penny escogita un tentativo di fuga, fallito all’ultimo momento. Decide quindi di offrirsi volontario per un campo di lavoro e nel giugno del 1942 si ritrova nel campo di prigionia di Vetralla.

Qui veniva permesso ai prigionieri anche di interagire con altri operai italiani al lavoro nel campo e le condizioni di vita era leggermente migliori. Ma Penny voleva riconquistare la libertà. Così decide di tentare la fuga. Stringe rapporti di amicizia con gli operai italiani del campo e riesce a procurarsi una vecchia e logora tuta delle loro. La sistema, si scurisce i capelli e le sopracciglia e riesce ad uscire dal campo passando per un idraulico. Una volta fuori scambia il suo orologio con una bicicletta e inizia a pedalare verso il neutrale stato del Vaticano. Qui trova l’accoglienza del ministro britannico sir Francis Godolphin D’Arcy Osborne, fino al 3 gennaio del 1945. In quella data viene rimpatriato con altri prigionieri inglesi.

P.s. La storia “del fuggitivo” è stata riportata alla luce da una ricerca presso l’archivio di stato di Roma, condotta da Daniele Camilli e Roberta De Vito ed è stata inserita nel libro ‘Concentrare, sterminare. Essere è ricordare’ (Intermedia Edizioni). E’ riportata all’interno di ‘Etruria, storie e segreti’ di Mary Jane Cryan (Edizioni Archeores).

Stati Generali 02 800x120
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Foto Fisioterapy Center
Fune 300x300
Onda
POST FB 02
monastero interno
TdP_Inalazioni
lafune_300 x 600
domenicale post
aiac_banner_01
Jeep_Compass_apex_300x300_200
asvis 2
Masicar300x300-optimize