“Il defunto non gradisce al proprio funerale la presenza dei figli, del genero e della moglie”, è scandalo a Faleria
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FALERIA - La salma è stata seppellita a Faleria e quindi è stato organizzato qui il funerale. A curarlo nei dettagli e rispettando le decisioni del caro estinto un'agenzia funebre di Aprilia. 

FALERIA – Muore e sulle carte funebri fa stampare il suo ultimo desiderio, quello della non presenza al proprio funerale della moglie, dei figli e del genero. 

Il fatto si è consumato questa mattina, venerdì 9 febbraio, quando alle 11 nella chiesa di San Giuliano a Faleria si è tenuto il funerale di un uomo, originario di Faleria, residente ad Ardea e morto in ospedale a Latina. 

La salma è stata seppellita a Faleria e quindi è stato organizzato qui il funerale. A curarlo nei dettagli e rispettando le decisioni del caro estinto un’agenzia funebre di Aprilia. 

Sono stati loro a stampare sul manifesto dell’annuncio funebre il particolare messaggio che ha fatto piuttosto rumore nel piccolo paese della Tuscia. La frase esatta è la seguente: “Il defunto non gradisce al proprio funerale la presenza dei figli, del genero e della moglie”.

Un fatto insolito e inevitabilmente curioso. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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