Il cuore di Santa Rosa vola sulla città di Viterbo e benedice tutti dall'alto
Foto cuore Santa Rosa
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VITERBO - Un particolare pensiero per i luoghi della sofferenza: Belcolle, il carcere di Mammagialla e le case di cura.  

VITERBO – Il cuore di Rosa ha volato sulla sua amata città. A portarlo, nel suo tradizionale reliquario, le mani del vescovo Orazio Francesco Piazza, salito a bordo di un elicottero dell’Esercito. 

Un evento entrato a fare parte della preparazione alla festa di Santa Rosa. Questa mattina, lunedì 2 settembre, la partenza (ore 10) e il sorvolo su Viterbo e le frazioni di Grotte Santo Stefano, San Martino e Bagnaia. Quindi anche Vitorchiano e Soriano, luoghi dell’esilio della patrona. 

Un particolare pensiero per i luoghi della sofferenza: Belcolle, il carcere di Mammagialla e le case di cura.  

Particolarmente significativo quest’anno il passaggio sopra Belcolle, dove è ricoverato dopo l’operazione al cuore dei giorni scorsi il capofacchino Sandro Rossi. 

Il volo del cuore di Rosa sulla città è entrato nella tradizione dal 2021. Il mezzo utilizzato è un Nh-90. Insieme al vescovo sull’elicottero dell’Esercito anche il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e suor Francesca Pizzaia.  

 

 

 

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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