
IL CORNER DEL PROFESSORE – I viterbesi sono gretti e invidiosi, però nascosta agli occhi di molti c’è la Viterbo che cresce e che si confronta.
La mia amica Francesca Meschini si risente del precedente articolo (leggi qui) e accende un piccolo fuoco incrociato sui social. Ovviamente non è l’unica. Lei da sempre ci crede nella Viterbo che cresce e le mie affermazioni la disturbano. A onor del vero, quasi ogni giorno, nuove attività di ricezione aprono i battenti e hanno voglia di imparare. I protagonisti sono giovanissimi desiderosi di una carriera o imprenditori intelligenti come Enrico Bagnaia dell’Archetto, che ha aperto una dimora storica subito sopra al ristorante e già riceve recensioni eccellenti.
Si confrontano tra di loro e sono sempre felici di ricevere consigli e raccomandazioni. Simonetta
Coccia, sempre gagliarda e disponibile d ogni confronto, non solo con la Susianella, ha
imparato tantissimo e da anni crede in qualità ed è pronta a sbarcare negli Stati Uniti con i suoi
prodotti. Da Bolsena ogni anno portano prodotti della Tuscia in Germania e riscuotono enorme successo. Mauro Morucci, non pago del Tuscia Film Fest, porta il festival del cinema italiano a Berlino. Sono sicuro che lui guarda avanti e non pittura Viterbo nella peggiore delle
interpretazioni.
Questi sono solo alcuni dei tantissimi esempi di individui professionisti e animati dalla passione giusta: crescere col territorio facendo promozione e accudendo il turismo. Loro non sono gretti e invidiosi. Esiste una Viterbo-Tuscia che cresce. Porta liquidità nel territorio e ne è orgogliosa. No, non siete tutti gretti e invidiosi. Tanti tantissimi singoli, che io chiamo “eccellenze”, sono illuminati ma non le istituzioni o il senso comune.
Quando è possibile valutare negativamente lo facciamo con tutte le scarpe, sembra una tentazione irresistibile. A ogni occasione, sia sulle televisioni nazionali che sui social, l’istinto al vomito è incontenibile. Le espressioni comuni, forse voce di un popolo, a Viterbo sono: “ancora?” “andammo bene” “è arrivato Cacini” “è arrivato con una scarpa ed una ciavatta”. Distruttive, offensive, irriconoscenti, popolar negative. Capisco anche se non scuso i politici che sono lì da 40 anni e nel tentativo disperato di restare rilevanti, cercano occasioni per strumentalizzare criticando tutto, anche le cose più insignificante. Per loro non c’è speranza ma per il senso comune sì.
Non credo che sia difficile ma, soprattutto, come stanno le cose non è accettabile. Questo mi fa male. La negatività in tutto. Vorrei che l’istinto fosse verso il bello, la gioia e la felicità. Certo anche verso il neo rinascimento del XXI secolo. Di questo parlo e sono pronto a
qualsiasi confronto. Purtroppo non la maggioranza dei viterbesi.
Iniziamo dai politici viterbesi. L’espressione che li accomuna “sono come il marito che si castra per far dispetto alla moglie”. Le istituzioni non strettamente politiche non sono meglio: provate a entrare in un qualsiasi ufficio con un’idea brillante e fuori dal coro. Scendiamo nel
personale. Supponete di incontrare un amico che non vedete da tanto tempo. Vi viene in mente l’espressione:” pensavo fossi morto”? O ancora peggio: “pensavo fossi in galera”? Questi esempi non sono casuali, sono espressione di una cultura, anche se forse motivata, che ci
spinge verso la lamentela, l’interpretazione negativa, la critica fine a se stessa.
Lo psicologo lo chiama cinismo. Io dico che siamo per cultura gretti e invidiosi. Però nascosta agli occhi di molti c’è la Viterbo che cresce e che si confronta. Che lascia a casa l’insicurezza e chiede consiglio. C’è chi va altrove e cerca di imparare o chi resta e fa tantissima gavetta. I volti dei non grezzi e invidiosi sono sorridenti e carichi di energia positiva. Quella decina di leoni di tastiera che sanno solo criticare sono tristi e lamentosi. Sono sicuro che si può cambiare, basta chiedere ai ragazzi entusiasti come hanno fatto.
È una scelta che vi invito a fare: scegliete di crescere, confrontarvi ed esigere sempre di più…. ovviamente prima da voi stessi. I miei punti di riferimento? Nuccio Chiossi, Simonetta Coccia, Andrea Belli, Laura Principi, Fabrizio Rocchi, Franco Quintaletto, Sergio Saggini, e tutti quelli che fanno anziché chiacchierare. Questi non sono gretti e invidiosi.
Con loro è sempre un piacere parlare, mai una critica fine a se stessa. Ma soprattutto le mamme di Bagnaia, l’esempio da seguire per tutti.
Grazie a loro, presto Bagnaia avrà un posto stabile nell’immaginario collettivo a fianco alla parola Halloween. Presto saranno intervistate. Pensate che si critichino l’un l’altra o che si lamentino di tutto? Vi rispondo io, assolutamente no.


















