
LETTERE DA MARTE – Cara Redazione, eccomi pronto per il mio rientro su Marte con il mio mezzo a semi combustibile fossile. Trattandosi di emissioni che vanno per lo più nello Spazio non ce ne preoccupiamo poi così tanto. Cosa mi porto dalla mia città di questo periodo natalizio? Tante cose belle e alcune brutte.
Sono contento di vedere una città meglio illuminata, con le decorazioni luminose anche nelle vie laterali alle vie principali del centro storico. Questo aiuta, lo scrivevo lo scorso anno, il visitatore a percorrere anche quelle strade, con evidente vantaggio per il commerciante.
Il Presepe del Christmas Village è bellissimo! Nei locali della antica “Zaffera” è stato realizzato con gusto e competenza. Bella anche l’idea di avere degli accompagnatori per le tre scenografie principali. L’ultima si trovava nel cortile dove c’è il profferlo per salire al convento delle suore di clausura. Mi domando come sia possibile valorizzare anche la loro presenza. Un incontro tra Comune, la Badessa e il Vescovo si potrebbe organizzare, che ne dite?
Mi è molto piaciuto il clima che si respirava in centro. La gente l’ha visto come un salotto buono dove passeggiare e incontrare persone e non, come molti vorrebbero, un centro commerciale. Lasciamoli fuori quei baracconi frutto del “turbocapitalismo sfrenato”. Se poi ci scappa anche una “compera” di qualità che fa rimanere il soldino qui in città è meglio. Ma credo che sia già così.
Sono rimasto stupito del microscopico mercatino di Natale. Ora, non voglio paragonarlo ad altre città, ma mi faccio una domanda. Affittare queste casette costa circa 3000 euro per il periodo. Ho visto fondamentalmente commercianti non italiani (alcuni vendevano addirittura “cannoli siciliani”). Nulla contro il commercio da parte di chiunque voglia vendere. Ma di “produzione tipica” e “artigianale” “locale” ne ho vista ben poca. E’ forse ciò che ho visto in linea con l’intento del Comune di promuovere l’artigianato locale e di qualità?
Ho girato per Viterbo come un turista. Ho lasciato l’auto al parcheggio fuori porta Faul, come uno delle decine di camperisti che sono venuti in città. Ho percorso la porta sotto la torre della Bella Galiana e son salito (e risceso) dalle scale medievali del Ponte di S. Lorenzo. Ho rischiato slogature, scivolamenti e rotture di arti, e non oso immaginare come avrei fatto con un passeggino con uno o più bimbi o con una sedia a rotelle.
Ultima cosa che veramente mi ha inorridito è stato il pupazzone dell’orso sull’arco del profferlo di Palazzo degli Alessandri. Non mi dilungo, e uso un gergo locale: ma che ve dice la capoccia? In sintesi, quest’anno è stato meglio degli scorsi anni. Ricordo ancora con orrore i “giochi di luce” sul palazzo comunale con la torre in mezzo alla piazza che li sparava sulla facciata. C’è un disegno più visibile e i viterbesi hanno dato il giusto valore al centro come “salotto buono” della città anche grazie a questo impegno. Ma è nei dettagli che si nasconde il diavolo (che a Viterbo deve essere molto presente). Lo lascio intendere meglio nella foto qui sotto. Buon 2026 e che la Gioia vi perseguiti per tutto il 2026! Passo e chiudo.



















