

VITERBO – C’è un’immagine vecchia, quasi romantica ma ormai fuori tempo massimo, che associa il mondo dell’edilizia alla sola fatica del mattone, al fango del cantiere, al geometra con il rotolo di carta sotto il braccio. Una fotografia del passato. Perché oggi, la terra della Tuscia prova a tracciare una linea di confine tra ieri e domani, dimostrando che il futuro delle costruzioni passa per i bit, per i dati, per la digitalizzazione.
La notizia è di quelle che non fanno rumore come una ruspa in azione, ma che cambiano radicalmente il peso specifico di un intero settore: Ance Viterbo e Formedil Viterbo hanno fatto partire il corso per BIM Specialist (Building Information Modeling). Cinquanta ore di formazione specialistica, iniziate lo scorso 25 maggio, rivolte esclusivamente alle aziende iscritte. Detta così sembra una sigla per addetti ai lavori, una di quelle formalità da ingegneri. In realtà, è una rivoluzione copernicana. Il BIM è lo strumento che permette di progettare, costruire e gestire un edificio in tre dimensioni prima ancora di posare la prima pietra, monitorando costi, materiali e tempi in tempo reale. Non è più un’opzione per pochi eletti: è una necessità dettata dalle normative nazionali ed europee per gli appalti pubblici. Chi è dentro balla, chi è fuori è destinato a sparire.
E la Tuscia, per una volta, non vuole restare a guardare la coda del treno che passa. Le parole di Sergio Saggini, presidente di Ance Viterbo, hanno il sapore della concretezza di chi vive l’impresa sulla propria pelle: «Le imprese che non si adeguano agli strumenti digitali rischiano di restare fuori dal settore». Nessun giro di parole, nessuna diplomazia. C’è la consapevolezza che la transizione digitale non si subisce, si governa. E offrirla gratuitamente ai propri associati significa mettere benzina nel motore dell’economia locale.
Gli fa eco Matteo Flati, presidente di Formedil Viterbo, che sposta l’asticella ancora più in alto. La formazione in edilizia non è più solo il – pur fondamentale – corso sulla sicurezza o l’uso del caschetto. Diventa un percorso integrato che abbraccia tutta la filiera, dal disegno sullo schermo del computer fino alla gestione dell’opera negli anni a venire. C’è una visione d’insieme, un accordo di collaborazione strategico tra Ance e Formedil che punta tutto sulla qualità e sulla flessibilità, portando i corsi persino direttamente dentro le sedi aziendali.
È una buona notizia per la provincia di Viterbo. Lo è perché ci racconta di un territorio che non si piange addosso, che non aspetta la manna dal cielo, ma che si attrezza per competere. I cantieri del futuro si aprono prima nella mente e sui software, poi sulla terra. E le imprese viterbesi, da oggi, hanno qualche strumento in più per continuare a essere protagoniste.

















